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Dove investire nel quarto trimestre 2019?

Alessandro Allegri (Ambrosetti Asset Management SIM) ritiene che continuerà la caccia al rendimento, favorendo in particolare le obbligazioni societarie, meglio se Investment Grade di qualità

di Redazione Soldionline 17 ott 2019 ore 12:16

I primi nove mesi del 2019 hanno lasciato in eredità elevati guadagni su azioni ed obbligazioni. Che strategia di investimento adottare, quindi, nei prossimi mesi.
Alessandro Allegri – amministratore delegato di Ambrosetti Asset Management SIM – ritiene che continuerà dunque la caccia al rendimento, una situazione che favorirà in particolare le obbligazioni societarie, meglio se Investment Grade di qualità.
Allegri resta moderatamente positivo anche sull’azionario, come spiegato nell’analisi seguente.

 

previsioni-2019A fronte di dati poco brillanti e dinanzi ad un deciso ed in parte sorprendente rallentamento economico, stanno crescendo le pressioni sulle banche centrali che hanno oramai assunto il ruolo di unico baluardo anticrisi. Le politiche monetarie sono tornate ad essere accomodanti, ma le economie faticano a rientrare su soglie di crescita almeno accettabili e con questi livelli di tassi d’interesse, sorge qualche dubbio circa gli spazi di manovra ancora disponibili alle autorità monetarie. Ma è proprio su questa analisi che gli scenari potenziali si devono dividere in modo netto in quanto ogni area sta presentando criticità e possibilità differenti. In America, trovandoci nella fase finale di un ciclo economico maturo, la Federal Reserve sembra avere ancora una varietà di strumenti ai quali attingere per supportare l’economia Usa.

Ci sono infatti margini per ridurre i tassi con tagli preventivi per mantenere la crescita economica oltre alla possibilità di attivare politiche fiscali in grado di sostenere i redditi reali e far ripartire la domanda interna. Ma se guardiamo alle altre aree sviluppate la situazione è ben diversa. In Europa solo alcuni paesi probabilmente possono permettersi di attuare politiche fiscali adeguate e di certo manca la possibilità di un lavoro congiunto tra i governi in tal senso, mentre, se si guarda al livello dei tassi, i margini di manovra al ribasso sono pressoché esauriti essendo oramai per buona parte già tutti in territorio negativo come del resto risulta per il Giappone. Se dunque, negli Stati Uniti qualche inghippo tecnico alimenta dubbi sulla disponibilità di liquidità, in Europa e Giappone il problema è diametralmente opposto. La disponibilità monetaria è alta ma è intrappolata tra Bond governativi che non rendono o addirittura costano e livelli di fiducia delle imprese talmente bassi da soffocare il ciclo economico. Un dilemma in cui le nuove misure di politica monetaria sono candidate ad essere meno efficaci rispetto a quanto ottenuto in passato.

In generale il dubbio più grande è dunque ora di carattere strategico. Gli interventi possono attutire gli impatti negativi di breve termine ma l’atteggiamento accomodante rischia di aumentare la possibilità di uno shock futuro più grande senza supporti politici e fiscali adeguati e se ciò avvenisse le banche centrali si troveranno con ancora meno strumenti a disposizione per combattere il problema.

Sebbene le incertezze esogene permangano ed i dati macroeconomici evidenzino un rallentamento nell’immediato il livello delle preoccupazioni appare per certi versi eccessivo nel condizionare l’approccio degli investitori per il trimestre entrante. Continuerà dunque la caccia al rendimento e sul fronte Bond ne beneficeranno soprattutto le obbligazioni societarie, meglio se Investment Grade di qualità per contenere il rischio mentre le valutazioni azionarie dovrebbero proseguire a beneficiare dei bassi rendimenti obbligazionari confermando la dinamica positiva in atto sebbene con ritmi di crescita misurati più contenuti rispetto alla prima parte dell’anno.

 

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