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Dollaro e Fed: in viaggio verso dove?

Vi segnaliamo che la Federal Reserve, nei suoi verbali, ha indicato con chiarezza che ci sarà più di un rialzo dei tassi ufficiali USA in tempi brevi

di Valter Buffo 23 feb 2017 ore 09:52

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Giornata densa di emozioni, ieri per chi segue il dollaro USA: ovvero, per tutti gli investitori, di questi tempi. La rottura di 1,0500 la mattina in Europa aveva fatto pensare ad una possibile accelerazione, verso i massimi toccati dal dollaro USA a gennaio (1,0390, come vedete chiaramente indicato nel primo grafico qui sotto).  Poi, proprio l’apertura dei mercati negli USA, verso la metà giornata in Europa, ha rinviato questa accelerazione, ed il dollaro è sceso verso 1,0550 contro euro. In attesa dei Verbali della Fed, dai quali tutto il mercato si aspettava indicazioni più concrete, rispetto a quelle che si erano ascoltate durante l’audizione al Congresso della settimana scorsa. Ecco le sue precise parole di una settimana fa:

Federal Reserve Chairwoman Janet Yellen most likely won plaudits from her predecessor Alan Greenspan for her deliciously vague testimony to Congress last week about the timing of the next interest-rate hike. “At our upcoming meetings,” was all Yellen said about it in her brief prepared remarks about when the U.S. central bank might move. Asked to elaborate, the Fed chief replied: “Precisely when we take an action —March, May or June — I can’t tell you.”

Per questo, prima della pubblicazione dei Verbali di ieri sera, le opinioni tra gli operatori e gli analisti erano molto diverse fra loro (secondo grafico in basso): ieri sera poi, le parole dei Verbali hanno chiarito, almeno in parte, quale è oggi la posizione del Consiglio.

“Many” Federal Reserve officials expressed support for raising interest rates “fairly soon” if the economy stayed on course or strengthened, but the fiscal policy of the new Trump administration was a wild card

Sono quindi “molti” a ritenere giusto un rialzo dei tassi di interesse ufficiali “piuttosto presto”: non c’è scritto “marzo”, ma il suono è quello. Molto dipenderà dai dati che usciranno da qui ad allora, a cominciare dal dato per gli occupati NFP per il mese di febbraio, che vedremo la settimana prossima. Per chiudere il cerchio va detto che, dopo avere letto queste parole, sul mercato dei cambi il dollaro Usa si è … indebolito. Ma è solo una delle mille anomalie di queste prime settimane del 2017.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi vi segnala che la Federal Reserve, nei suoi verbali, ha indicato con chiarezza che ci sarà più di un rialzo dei tassi ufficiali USA in tempi brevi

 

grafico-euro
Fonte: Marketwatch

fed-opinioni-tra-gli-operatori-e-gli-analisti

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 23 febbraio 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Mette paura in Borsa la forza del dollaro USA ieri mattina: un rialzo che in serata è rientrato. Siamo a 1,0570 stamattina.
  2.     Petrolio sempre ingabbiato in un range ristretto: stamattina in Asia sotto 53$
  3.     Situazione dell’Italia sempre più fragile, nonostante le ennesime “concessioni” della Unione Europea. Non sarà comperando altro tempo che i problemi si risolvono
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana ci concentreremo sulla stagione delle trimestrali per le Borse in Europa: per rispondere alla domanda “quanto valgono davvero?”
  5.     SEZIONE L'ANALISI    questa settimana analizzeremo con i nostri Clienti il tema delle materie prime, che hanno fatto segnare (anche loro) varie anomalie tra gennaio e febbraio

 

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