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Deflazione messa in fuga dai primi raggi di sole

Sono pochissimi quelli che sono in grado, oggi, di valutare quanto saranno ampie, sui mercati e nei vostri portafogli, le conseguenze di un prolungato rialzo dei rendimenti delle obbligazioni sui mercati

di Valter Buffo 18 ott 2016 ore 09:08

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Oggi il Regno Unito, e poi gli Stati Uniti, pubblicheranno i dati per l’inflazione. Un tema molto attuale: nove mesi fa, come tutti ricorderete, la deflazione era lo spettro che agitava tutto il mondo, e fu proprio la deflazione a giustificare le nuove iniziative della BCE in materia di QE, a gennaio. Recce’d vi scrisse allora che si trattava di un spunto di tipo opportunistico: il fenomeno della deflazione (una variazione in negativo dei prezzi al consumo) in quei mesi fu alimentato dal crollo del prezzo delle materie prime, che a sua volta aveva nulla a che vedere con un “calo della domanda finale” ed era invece spiegato dalla vera e propria “guerra dei prezzi” fra i maggiori Paesi produttori (nel primo grafico vedete i prezzi alla produzione in Cina). Oggi tutti hanno chiaro che non è la debolezza della crescita economica a spiegare perché, fino a qualche mese fa, i prezzi al consumo invece di salire scendevano: ed infatti, come tutti vedete, la domanda finale, nei Paesi Sviluppati, non si è mossa di una virgola, ma adesso, ad ottobre del 2016, sentite ancora una sola voce che si alza a gridare al “pericolo deflazione”? Perché questo tema è importante, per noi che abbiamo un portafoglio Titoli, Fondi, e altro? Semplice: perché i rendimenti delle obbligazioni salgono, già da qualche settimana (secondo grafico in basso), e quindi non solo i prezzi scendono, ma scendono più rapidamente, scendono del doppio, i prezzi di tutte quelle obbligazioni, chiamatele high yield oppure di scarsa qualità, che nel corso degli ultimi mesi sono state il tema forte, il cavallo di battaglia, di tutti i venditori, sia quello allo sportello, sia quelli delle varie Reti. Stiamo scrivendo qui della “corsa ai rendimenti”, che confondeva (nella testa di chi investe) il rendimento a scadenza di una obbligazione con il rendimento di quegli investitori che non hanno la minima intenzione di aspettare 20 oppure 30 anni per avere indietro i soldi. Molti giustificavano la “corsa ai rendimenti” con gli acquisti delle Banche Centrali (il famigerato QE): ma purtroppo per loro le Banche Centrali hanno già oggi cambiato atteggiamento, ed a 180 gradi: negli Anni Ottanta, l’inflazione era il Nemico Pubblico Numero 1, mentre oggi viene tollerata (Carney, Yellen) ed addirittura invocata (Kuroda). E anche il pubblico ha cambiato atteggiamento, per conseguenza: oggi i segnali di inflazione vengono accolti dai mezzi di comunicazione con un sospiro di sollievo. Così arriviamo fino al “caso Marmite” di venerdì scorso ed il mondo si rende conto che i prezzi delle merci possono ancora salire. In altre parole: addio deflazione, bentornata inflazione. Quanto era che non si leggeva di prezzi in aumento al supermercato? E adesso, arriverà anche il la benzina alla pompa nel Regno Unito, con le lamentele di rappresentanti, e padroncini, e tutti quelli che per lavoro utilizzano l’automobile. Vi ricorda qualcosa? Per chi già c’era, tornano alla mente gli anni Settanta, quelli delle domenica in casa senza poter utilizzare l’automobile, quelli del “risparmio energetico” (non quello dei Verdi e dell’ambiente: quello del “non ci sono più i soldi”).
 
CONCLUSIONE   Recce’d vi segnala che sono pochissimi quelli che sono in grado, oggi, di valutare quanto saranno ampie, sui mercati e nei vostri portafogli, le conseguenze di un prolungato rialzo dei rendimenti delle obbligazioni sui mercati

prezzi-alla-produzione-in-cina

rendimenti-delle-obbligazioni-salgono

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 18 ottobre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:

  • Ieri i dati di Bank of America, oggi per le banche ancora Goldman Sachs, ma al centro dell’attenzione avremo la Tecnologia
  • Attenzione ai dati dalla Cina di questa mattina e di domani mattina: probabilmente, sarà questo il punto di svolta della settimana. Oggi attenzione anche all’inflaizone negli USA e nel Regno Unito
  • Rendimenti dei Bund tedeschi che toccano i massimi dal Referendum di Brexit
  • SEZIONE L'OPERATIVITA'  il tema obbligato della settimana è: cosa succede ai rendimenti delle obbligazioni
  • SEZIONE L'ANALISI   il “caso Marmite” e il rialzo dei prezzi

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