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Dalla BCE alla Grecia

Come previsto, la BCE spazza il tavolo dalle premature speculazioni su ipotetici tagli del tasso sui depositi o chiusure anticipate dell’EAPP

di Redazione Soldionline 20 apr 2015 ore 14:49

A cura di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Come ci aspettavamo, alla riunione di aprile Draghi ha dichiarato “che speculazioni sul tapering dell’EAPP sono del tutto premature” e, inoltre, ha chiuso la strada a ogni ipotesi di taglio del tasso sui depositi. Per il resto, la riunione di aprile del consiglio BCE è stata di tenore molto interlocutorio.
Il comunicato BCE ribadisce che "è previsto che l’EAPP vada avanti almeno fino a settembre 2016 e, in ogni caso, fino a quando si vedrà un aggiustamento duraturo nel percorso di inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio periodo". Rispetto allo scorso marzo, il comunicato aggiunge che "il Consiglio direttivo nella sua valutazione delle misure adottate si concentrerà sulla tendenza dell'inflazione nel medio periodo”. Draghi ha sottolineato che l’espressione “è previsto che” è più forte di "è atteso che", ed ha aggiunto che" trova sorprendente che si speculi sull'uscita da un programma che è appena iniziato.
euro_grecia_1Riguardo alle difficoltà di implementazione del programma, associate all’ipotetica scarsità di titoli in circolazione, e alla riluttanza delle banche a vendere per i limiti di liquidità, Draghi ha giudicato tali preoccupazioni eccessive. In risposta alla critica che il regime di tassi negativi possa destabilizzare il sistema finanziario, Draghi ha affermato che "per il momento non vi è evidenza di gravi rischi per la stabilità finanziaria a causa di squilibri sui mercati e in particolare per effetto dei tassi negativi sui governativi” ed ha aggiunto che in ogni caso “dovrebbe essere responsabilità delle Autorità di vigilanza macro-prudenziale affrontare questi problemi", posizione che la BCE in passato aveva già espresso per bocca del vice-presidente Constancio. Draghi ha sottolineato che l’esistenza di bolle finanziarie è preceduta da un aumento della leva finanziaria e da una forte accelerazione dei prestiti bancari, che al momento non si riscontrano.

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Com’era prevedibile, vi sono state numerose domande sulla Grecia e in particolare su quanto ancora la BCE può estendere l'ELA. Draghi ha dichiarato che la risposta è interamente nelle mani del Governo greco e dipende dai progressi sui negoziati. "In linea di principio non vi è alcuna data fissata per fermare l'estensione dell’ELA. Noi continueremo a estendere la liquidità alle banche greche, purché forniscano adeguate garanzie". Draghi durante la conferenza stampa ha menzionato che il Consiglio ha considerato la possibilità di una svalutazione dei titoli greci in portafoglio, qualora le condizioni dovessero prendere una piega ancora più negativa, ma che per il momento si tratta di valutazioni assai preliminari e che il Consiglio tornerà sulla questione con dichiarazioni più puntuali.

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Al momento, non si prospetta alcuna rapida soluzione alla crisi della Grecia. Ciascuno rimane fermo sulle proprie posizioni, con il risultato che ormai nessuno ritiene che la riunione dell’Eurogruppo del 24 aprile possa essere decisiva. Né le dichiarazioni del primo ministro Tsipras a Reuters giovedì, nelle quali si fa cenno a “disaccordi politici e non tecnici”, inducono a ottimismo. Tsipras conta su un cedimento dell’ultima ora da parte dell’Eurogruppo, che però non dà segnali di rinunciare alla condizionalità, e spera in un accordo più ampio, con una prospettiva di lungo termine. Si dice che Atene potrebbe guadagnare qualche settimana di autonomia finanziaria impegnando la cassa di tutti gli Enti pubblici e continuando a non pagare i fornitori, ma non è chiaro se ciò basterà a coprire le scadenze di maggio. Il mercato secondario del debito pubblico riflette già l’attribuzione di una probabilità molto elevata di insolvenza, con rendimenti biennali al 25,6% e una pendenza 2-10 anni della curva negativa per 13 punti percentuali. I segnali di contagio al resto della periferia sono pressoché inesistenti. Invece, anche se continua un deflusso strisciante di depositi dal sistema bancario, non è ancora esploso un vero panico fra i risparmiatori locali. Quest’ultimo, se si manifestasse, potrebbe essere un evento in grado di precipitare la crisi ancor prima che il Governo manchi di onorare qualche rata di rimborso dei prestiti.

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