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Crisi di governo: vie d’uscita e impatti finanziari

Secondo Matteo Ramenghi - Chief Investment Officer UBS WM Italy - si prospettano tre scenari: nuovo governo con un limitato mandato, elezioni politiche entro la fine di ottobre, riproposizione di un nuovo governo a guida M5S-Lega

di Edoardo Fagnani 21 ago 2019 ore 09:12

Con l’annuncio delle dimissioni del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, è ufficialmente iniziata la crisi di governo. Già oggi, 21 agosto, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizierà le consultazioni con i principali rappresentanti dello stato e dei gruppi parlamentare. 
Quale potrebbe essere la via di uscita da questa crisi?

Secondo Matteo Ramenghi - Chief Investment Officer UBS WM Italy - si prospettano tre scenari.

giuseppe-contePrimo scenario

Costituzione di un nuovo governo con un limitato mandato per approvare la Legge di Bilancio del 2020 ed evitare l’aumento dell’IVA per poi andare a nuove elezioni; questo governo sarebbe sostenuto da M5S, PD, LeU e probabilmente altri partiti, con focus sulla disciplina fiscale e la sostenibiltà ambientale

Secondo scenario

Elezioni politiche entro la fine di ottobre, che vedrebbe favorita una coalizione di centro-destra guidata dalla Lega, forte delle indicazioni provenienti dagli ultimi sondaggi; tuttavia, Matteo Ramenghi  evidenzia che in questa situazione potrebbe scattare l’aumento dell’IVA al 25%, con un impatto negativo sulla crescita del Pil nel 2020.

Terzo scenario

Considerato altamente improbabile da Ramenghi, vedrebbe la riproposizione di un nuovo governo a guida M5S-Lega.

 

Secondo Matteo Ramenghi la tempistica è cruciale: eventuali elezioni a fine ottobre non consentirebbe al nuovo governo di approvare la Legge di Bilancio per il 2020 entro la fine dell’anno.

Di conseguenza, scatterebbero le clausole di salvaguardia, con un automatico aumento dell’IVA al 25% (23 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil). “L’incremento dell’IVA avrebbe forte impatto sulla domanda interna e, quindi, sulla crescita del Pil nel 2020”, ha avvisato Matteo Ramenghi. Senza trascurare i problemi internazionali relativi alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che potrebbe penalizzare il settore manifatturiero italiano.

 

Per questi motivi, l’esperto ha deciso di ridurre le previsioni di crescita del Pil italiano nel biennio 2019/2020. “Ci aspettiamo una crescita dello 0,1% per l’anno in corso e dello 0,5% nel 2020”, ha precisato Ramenghi.

 

Photo Credits: gettyimages.it -  Simona Granati - Corbis

 

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