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Criptovalute al ribasso ma il 76% degli investitori rimane fiducioso

E' ormai passato più di un anno dall'euforia sulle criptovalute. Se alcuni esperti sembrano non credere a una possibilità di ripresa, altri investitori si sono mostrati ottimisti riguardo alla continuazione della crescita del comparto crypto

di Redazione Soldionline 25 gen 2019 ore 10:20

E' ormai passato più di un anno dall'euforia sulle criptovalute. Nel dicembre del 2017 il bitcoin toccava il massimo storico a circa 20mila dollari; ora la quotazione della più importante criptovaluta si mantiene intorno ai 3.500 dollari.

Quale futuro attende, quindi, questa tipologia di asset? Se alcuni esperti sembrano non credere a una possibilità di ripresa, altri investitori si sono mostrati ottimisti riguardo alla continuazione della crescita del comparto crypto.

Al riguardo Matteo Oddi di Exante ha riportato un'indagine condotta da CoinSchedule, portale specializzato negli asset digitali e nelle ICO. Ecco cosa è emerso.

 

criptocurrencyIl mercato ribassista non ha inciso più di tanto sul morale degli investitori nelle criptovalute, che non sembrano prestare orecchio alle voci provenienti dal Forum economico mondiale di Davos, dove due giorni fa Huw van Steenis, consigliere del governatore della Bank of England, ha definito le crypto come un asset “senza valore”, mentre Jeff Schumacher, fondatore della società di investimento BCG Digital Ventures, ha detto alla CNBC che il prezzo del “bitcoin andrà a zero”.

 

Di tenore opposto l’Annual Crypto Sentiment Report condotto a dicembre da CoinSchedule, portale specializzato negli asset digitali e nelle ICO.

Ben il 76% dei 150 investitori che hanno preso parte all’indagine si è detto ottimista riguardo alla continuazione della crescita del comparto crypto. Solo il 24% dei rispondenti ha dichiarato che il crollo delle quotazioni ha minato la fiducia riposta nel settore.

E ancora: per il 30% degli intervistati l’investimento in criptovalute è motivato dalla possibilità di una recessione economica globale; il 60% ha aggiunto che la tecnologia sottostante, la blockchain, sebbene non ancora molto diffusa, è stata la spinta decisiva ad investire; l’80% ha risposto di aver comprato criptovalute perché voleva “trarre profitto dall’investimento”.

 

Il primo a essere colpito dai risultati di questo sondaggio è proprio Alex Buelau, CEO di CoinSchedule, che ha commentato: “È interessante, e in maniera molto positiva, che la maggior parte degli intervistati sembra aver investito nelle crypto nel lungo periodo. Sono fortemente interessati ai fondamentali alla base delle criptovalute, non si concentrano solo sugli aumenti di prezzo a breve termine”.

 

A far scattare l’apertura di nuove posizioni, rivela CoinSchedule, saranno invece una maggiore chiarezza in campo regolatorio e il progresso tecnologico. Secondo Anatoliy Knyazev di Exante “è giusto considerare questi due indicatori come le lancette di una bussola per orientarsi nel mercato in prospettiva futura”. La correzione in atto sta inoltre “facendo pulizia dei progetti che non offrono vera robustezza per questo tipo di investitori long”.

 

Infine, parte del report è dedicato alle previsioni sul bitcoin: circa il 35% dei rispondenti ritiene che nel 2019 si verificherà un aumento del prezzo fino a una cifra compresa tra 5000 dollari e 10.000 dollari; ma il 28% degli intervistati si mostra meno ottimista e afferma che nel corso di quest’anno la prima criptovaluta è destinata a non allontanarsi dai livelli attuali oppure scenderà a 1.000 dollari. E meno del 10% pensa che il bitcoin riuscirà a battere il proprio massimo storico di 20.000 dollari entro il 2019.

 

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