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Cosa ci ha insegnato il 2015 secondo UBS

Un anno che sarà ricordato per alcuni grandi eventi, come l’abolizione della soglia minima di cambio del franco svizzero, la crisi in Grecia o l’ondata di volatilità

di Mauro Introzzi 2 dic 2015 ore 14:14

L'avvicinarsi alla fine di un anno solare è tempo - per le grandi case finanziari - di outlook per il successivo ma anche di bilanci su quello che sta andando in archivio.

Il team di UBS Wealth Management, che ha appena diffuso le proprie previsioni per il 2016, ha tracciato un bilancio sul 2015 che sta finendo. Un anno che sarà ricordato per i grandi cambiamenti che ha portato e gli eventi che ha vissuto, dall’abolizione della soglia minima di cambio del franco svizzero fino alla crisi in Grecia e all’ondata di volatilità registrata dal mercato azionario nel terzo trimestre.

2015_42015: COSA E' SUCCESSO SUI MERCATI

Nell'UBS House View, Mark Haefele (Global Chief Investment Officer di UBS Wealth Management) ha evidenziato come il 2015 sia stato un anno in cui le azioni dei principali mercati sviluppati hanno guadagnato il 20%, poi hanno perso il 20% e alla fine sono tornate a salire. Ma come è stata gestita questa situazione? Spesso non nel migliore dei modi, considerando che in un mercato del genere persino alcuni tra i più rinomati gestori di fondi al mondo hanno segnato performance negative a due cifre.

L'esperto ricorda quali sono stati, nel 2015, gli sviluppo che si sono dimostrati "estranei" al loro scenario di base:

• La Banca nazionale svizzera ha abbandonato il cambio minimo di 1.20 contro l’euro.
• Sono nettamente più numerose le obbligazioni governative dell’Eurozona con rendimenti negativi.
• Nel secondo trimestre il mercato obbligazionario ha subito una brusca correzione.
• La bolla azionaria cinese ha continuato a gonfiarsi fino a scoppiare.
• La Grecia si è trovata a un passo dall’uscita dall’Eurozona.
• La Cina ha improvvisamente deciso di muoversi in direzione della libera fluttuazione dello yuan.
• La volatilità ha toccato i livelli più alti dal 2008.
• Molti hanno ritenuto che la crescita cinese fosse ormai in caduta libera.
• Le divise dei mercati emergenti hanno subito un marcato deprezzamento.
• Il mercato petrolifero non si è ancora stabilizzato.
• La Fed ha dovuto aggiungere i timori per la crescita globale al novero di motivi per non alzare i tassi d’interesse.

Ecco un’infografica con i principali eventi:

infografica-eventi-mercati-2015

UBS: COSA CI HA INSEGNATO IL 2015
L'economista riconosce come non sia possibile evitare le sorprese ma anche che sta qui la vera arte del saper costruire un portafoglio solido. La prima regola per creare un portafoglio robusto è non sbagliare le decisioni più importanti: l’asset allocation e la gestione del rischio.

L'esperto ha poi posto il suo accento su 3 assunti – tutti  che vanno sempre tenuti presenti nelle scelte di investimento:

- Accettare che gli imprevisti sono dietro l’angolo
. L’esperto cita l’episodio del franco svizzero:

All’inizio del 2015, la decisione della Banca nazionale svizzera di abolire la soglia di cambio minimo contro l’euro ha smentito le nostre previsioni: eravamo sottopesati nel franco svizzero. Tuttavia, il nostro principio di limitare le dimensioni delle posizioni tattiche ha attutito l’impatto sul portafoglio. Inoltre, la decisione strategica di coprire i portafogli contro il rischio valutario ha contenuto la volatilità per gli investitori svizzeri.

- Restare fedeli ai propri principi d’investimento. L’esempio viene dal crollo agostano:

Per tutto il mese di agosto, le performance relativamente modeste delle obbligazioni di alta qualità sono state motivo di frustrazione in un contesto di forti ribassi azionari. Anche se deteniamo un sottopeso nelle obbligazioni high grade, questi strumenti svolgono comunque una funzione di diversificazione all’interno dei nostri portafogli strategici. A settembre, il principio della diversificazione ha ricominciato a sostenere la performance.

- Mantenere la rotta. Con la citazione dei mesi autunnali:

Dopo il tracollo dei mercati azionari di agosto e settembre, abbiamo riesaminato le nostre ipotesi sullo stato della crescita mondiale e deciso di continuare a seguire la traiettoria impostata nonostante il quadro di volatilità. Portare avanti il processo d’investimento stabilito permette di combattere le interferenze comportamentali che spesso finiscono per compromettere la performance.

2015: LE SCELTE GIUSTE E QUELLE SBAGLIATE

Nella seguente tabella le scelte giuste e sbagliate nel 2015:

decisioni-giuste-sbagliate-2015

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