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Coronavirus, che impatto avrà sui mercati finanziari?

Nel primo mese del 2020 i mercati hanno mostrato segni di nervosismo dopo il trend positivo che ha caratterizzato i listini lo scorso anno. Tra i motivi ci sono anche i timori sulla diffusione del coronavirus

di Redazione Soldionline 30 gen 2020 ore 11:13

coronavirusNel primo mese del 2020 i mercati azionari hanno mostrato segni di nervosismo dopo il trend positivo che ha caratterizzato i listini lo scorso anno. Tra i motivi che hanno determinato questa situazione c’è anche la diffusione dell'epidemia in Cina dovuta all’ultimo coronavirus e noto come 2019-nCoV o "influenza di Wuhan", che arriva dopo altri due episodi del 2003 (SARS) e del 2012 (MERS).
“Con la maggiore integrazione della Cina nelle catene di approvvigionamento globali - in particolare nel settore tecnologico - e l'importanza accresciuta dei consumi cinesi sia in Cina (in% del PIL) sia a livello globale rispetto al 2003, l'impatto sarà molto più ampio”, ha evidenziato Kiran Nandra, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management.
Tuttavia, l’esperta ritiene che l’attuale scenario potrebbe offrire opportunità di acquisti, come spiegato nella seguente analisi.

 

I coronavirus si trovano in genere in animali diversi dall’uomo, come i pipistrelli e i cammelli. Allo stato attuale si conoscono sette coronavirus che sono stati in grado di infettare l'essere umano. Quattro di questi sono endemici nella popolazione umana e sono associati ai sintomi del "raffreddore comune".

Altri due coronavirus che hanno infettato l'uomo sono responsabili della SARS nel 2003 (Sindrome respiratoria acuta grave) e della MERS nel 2012 (Sindrome respiratoria mediorientale). A differenza delle altre quattro, sia la SARS che la MERS avevano un alto tasso di mortalità delle persone per cui è stato confermato che avessero contratto la SARS,  circa il 10% morì; per la MERS, il tasso di mortalità è stato di circa il 30%. Sembra che la SARS si sia "esaurita" e dal 2005 non sono stati più segnalati casi. Continua invece a esserci qualche caso occasionale di MERS, ma sono molto rari.

L’ultimo coronavirus è noto come 2019-nCoV o "influenza di Wuhan". Per il momento, sembra avere un tasso di mortalità molto più basso rispetto a MERS o SARS, prossimo al 3%, ma, con elevata probabilità, si tratta di un dato destinato a salire col tempo.

Anche qualora le preoccupazioni epidemiologiche fossero eccessive, sembra sempre più probabile che il virus 2019-nCoV avrà un impatto maggiore della SARS. La diffusione dell'epidemia in concomitanza con il capodanno lunare (capodanno cinese) è sfortunata. L'impatto sulla spesa e sui consumi del periodo è già drammatico. I viaggi sono diminuiti del 29% rispetto al primo giorno dello scorso anno lunare. I cinema sono stati per lo più chiusi e gli incassi al botteghino sono scesi del 99%.

Sebbene le autorità cinesi debbano essere elogiate per la velocità della loro risposta (rispetto alla SARS) con l'isolamento di 15 città nella provincia di Hubei - che rappresentano una popolazione totale delle dimensioni del Regno Unito - e un'estensione delle vacanze di Capodanno, il rovescio della medaglia è che c’è il rischio che una parte significativa della forza lavoro cinese sarà bloccata lontana dal luogo di lavoro al rientro dalla pausa del nuovo anno, una grande parte di loro potrebbe essere malata e l'interruzione della produzione sarà più lunga.

Questo non sarà solo un problema locale cinese. Con la maggiore integrazione della Cina nelle catene di approvvigionamento globali - in particolare nel settore tecnologico - e l'importanza accresciuta dei consumi cinesi sia in Cina (in% del PIL) sia a livello globale rispetto al 2003, l'impatto sarà molto più ampio. Una brutta notizia per l'economia globale che deve già affrontare i problemi legati alle tensioni commerciali.

Considerazioni sugli investimenti nelle azioni dei Paesi emergenti

Il nostro punto di vista finale è che la situazione è prevista in peggioramento sul fronte epidemico, ma che l'impatto dell’epidemia sarà transitorio e, analogamente all'epidemia di SARS del 2003, potrebbe offrire un'opportunità di acquisto poiché la narrativa sui consumatori asiatici nel lungo termine rimane intatta, offrendo agli investitori un forte mix di opportunità strutturali con recuperi ciclici. In caso di forti vendite nel breve termine su titoli specifici, le considereremo come opportunità di acquisto, che verranno comunque rigorosamente valutate sulla base della nostra filosofia di investimento (riteniamo che un'azienda debba essere valutata sulla sua capacità di generare flussi di cassa robusti e sostenibili indipendentemente dagli utili, che possono essere manipolati).

Indipendentemente da ciò, prima di arrivare a individuare vere opportunità di acquisto, dobbiamo arrivare al punto in cui c'è una stabilizzazione nei casi della malattia. Infatti, se prendiamo a confronto la SARS del 2003, gli indici hanno toccato il fondo quando il numero di nuovi casi si è stabilizzato.

Dato che ci troviamo nelle fasi iniziali e ancora regna l’incertezza, riteniamo ci sia ancora del tempo per assistere ad una stabilizzazione e cogliere le opportunità sul mercato. Tuttavia, stiamo seguendo da vicino la situazione. Prevediamo che il settore della salute sia, ovviamente, il principale beneficiario, ma anche settori più difensivi come i servizi di pubblica utilità o l'energia dovrebbero trarre vantaggio della situazione. Dall'altro lato, i settori messi a dura prova dovrebbero probabilmente essere correlati ai consumi/viaggi.

Non abbiamo apportato modifiche di posizionamento ai portafogli, ma continuiamo a vigilare sull’evoluzione della situazione.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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