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Condizioni di mercato e anelli deboli

Due cose da fare subito: capire quali sono le “condizioni di mercato” che cambiano le regole del gioco, sui mercati finanziari e capire quali sono i prossimi anelli deboli

di Valter Buffo 19 gen 2021 ore 09:19

Commento di recce-d.com

mercato-azionario_2A conclusione del nostro sforzo, che per un intero anno ci ha portati in giro per il mondo ad ispezionare ed analizzare i problemi che assillano le gestioni di portafoglio di tipo quant, le gestioni di portafoglio affidate ad algoritmi e robot, e i problemi riscontrati sia dalle società di gestione che utilizzano questi metodi di gestione, sia dai loro clienti, Recce’d ha deciso di andare alla radice del problemi: e per questo, la settimana corrente ed anche la prossima, rivolgeremo le nostre attenzioni al lavoro dei due accademici, autentici pionieri, che hanno portato dentro al mondo della gestione di portafoglio gli strumenti della finanza quantitativa. Si tratta del premio Nobel Eugene Fama e del suo collega Kenneth French, i quali proprio perché consapevoli delle diffuse difficoltà del comparto e di tutti quelli che si sono affidati a metodologie sviluppate (anche) da loro, hanno scelto di non nascondersi e di affrontare in pubblico la questione, pubblicando, esattamente 12 mesi fa, un documento che raccoglie il frutto dei loro sforzi più recenti. Si tratta di un documento accademico, disponibile a tutti attraverso il web, e che noi mettiamo volentieri a disposizione dei lettori interessati in copia. In questo nostro penultimo contributo della serie che aveva preso spunto 12 mesi fa proprio dai fattori “value” e  “growth”, proponiamo una sintesi del lavoro dei due studiosi, per chi volesse evitarsi la lettura del paper accademico. E procederemo partendo … dal fondo, ovvero dalle loro conclusioni, che dicono così:

Il nostro obiettivo è determinare se i premi di valore attesi - le differenze attese tra i rendimenti del portafoglio di valore e il rendimento del mercato - diminuiscono o forse scompaiono dopo Fama e French (1992, 1993). Il periodo 1963-2019 qui utilizzato raddoppia il campione 1963-1991 dei documenti precedenti, quindi confrontiamo i risultati per la prima metà (nel campione) e la seconda metà (fuori campione) del 1963-2019. (…) La regressione previsionale (1) fornisce prove attendibili che i premi condizionali del valore atteso sono inferiori nella seconda metà del periodo 1963-2019, se assumiamo che i coefficienti in (1) siano costanti. (…) Il nostro obiettivo è determinare se i cambiamenti nelle condizioni di mercato conducano a premi attesi inferiori nella seconda metà del campione, quindi sembra appropriato consentire ai coefficienti di regressione in (1) di cambiare dal 1963-1991 al 1991-2019. Quando usiamo la regressione (2) per accogliere i cambiamenti, il rumore nelle stime dei coefficienti esclude inferenze sicure sull'eventualità o l'entità della variazione dei premi condizionali attesi dal 1963-1991 al 1991-2019

Con un linguaggio che ovviamente è accademico, i due grandi studiosi ci informano che non è possibile ricavare “inferenze sicure”, che poi significa previsioni affidabili, per il futuro andamento dei titoli azionari ai quali vengono attribuiti i fattori (come “value”, “growth”); questa impossibilità viene attribuita come avete letto ai “cambiamenti nelle condizioni di mercato”. Recce’d vede, in questo breve estratto, due forti motivi di interesse, anche sul piano della vostra operatività: più semplicemente, ci indicano due cose da fare subito:

  •     1.    Capire quali sono le “condizioni di mercato” che cambiano le regole del gioco, sui mercati finanziari: con parole più semplici, e sicuramente in modo meno accurato, Recce’d vi ha per un anno documentato che una qualsiasi regola automatica di esecuzione degli ordini, sia essa affidata ad un modello matematico di selezione, ad un criterio automatico di movimentazione dei portafogli, ad un robot oppure ad un algoritmo, è costretta a scontrarsi con la costante evoluzione di quelle che Fama e French chiamano “condizioni di mercato”. Chi ci ha seguiti settimanalmente, nel corso dell’ultimo anno, saprà collegare questa espressione di Fama-French con i fatti concreti che abbiamo messo in evidenza nei nostri contributi.
  •     2.    Capire quali sono i prossimi anelli deboli: il grafico del Financial Times che chiude il nostro contributo di oggi, vi aiuta a ricordare quanto sono state ampie le divergenze degli ultimi anni, che in particolare hanno interessato categorie di titoli azionari come “value” e “growth”. Ma sul piano operativo si potrebbe dire che questo è già il passato. In vista delle future scelte di investimento, sarà utile individuare in anticipo quali altre “tradizionali relazioni” potrebbero saltare per aria, magari già nel 2021.

 

A questo ultimo tema, dedicheremo il contributo conclusivo di questa serie, la settimana prossima.

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