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Come possono cambiare i mercati dopo l’annuncio di vaccini antiCovid-19

L’annuncio a pochi giorni di distanza prima di Pfizer e poi di Moderna in merito alla predisposizione di 2 vaccini efficaci almeno al 90% contro il coronavirus ha ridato entusiasmo ai mercati.

di Redazione Soldionline 17 nov 2020 ore 16:36

covid19-vaccinoLa possibilità concreta a breve termine di contrastare la pandemia significa infatti che l’ondata in corso può essere contenuta ed eventuali ondate successive potranno essere ancor più circoscritte se non prevenute. In soldoni, i mercati si attendono meno lockdown e un ritorno alla normalità per quanto riguarda lo svolgimento delle ordinarie attività, anche economiche. E questo non può che innescare un trend rialzista dei listini.

Le aspettative prima e dopo la svolta nel contrasto della pandemia

Sostanzialmente, i mercati sono tornati ai livelli di ottobre, quando ci si attendeva ancora la seconda ondata pandemica, poi effettivamente giunta con conseguente rallentamento anche delle attività economiche. Osservando più analiticamente i mercati stessi, Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, sottolinea che la speranza di vincere la battaglia contro Covid-19 appare in grado di ridare fiato ai titoli ciclici, a discapito del comparto tecnologico, che maggiormente aveva beneficiato del lockdown. Si tratta di un elemento molto importante in chiave prospettica, guardando cioè al 2021. Per tutto l’anno corrente, caratterizzato dal blocco dovuto alla pandemia, i titoli tecnologici Usa sono stati il motore della ripresa, ma ora – evidenzia l’analisi svolta per Moneyfarm - la prospettiva di un vaccino sta spingendo i flussi verso altri settori, come quelli ciclici, che hanno ancora strada da fare per recuperare le valutazioni pre-Covid.
Come scrive Flax, “in un mondo dove la pandemia imperversa, le aziende digitali dominano. Le imprese tradizionali soffrono: per la recessione, per la crisi immobiliare, per il calo del prezzo del petrolio, per i tassi bassi che rosicano la redditività di banche e istituzioni finanziarie. Gli investitori sembrano più interessati al cambiamento delle abitudini dei consumatori piuttosto che a trimestrali dominate da rosso e segni meno che rendono complicata la valutazione dei fondamentali. Dall’inizio dell’anno la differenza è stata netta, con il comparto growth cresciuto di oltre il 25% e quello value che si è contratto di oltre il 7”. Dal momento in cui appare possibile ‘armarsi’ per respingere l’offensiva di Covid-19 e affiora una speranza non irrealistica di poter tornare a incontrarsi dal vivo e non solo online chiusi in casa propria, i titoli petroliferi sono stati tra i più performanti in Borsa (lunedì l’annuncio di Moderna ha fatto crescere Eni del 5% a Piazza Affari), mentre Zoom il 9 novembre (all’annuncio di Pfizer) ha perso il 17%.

Una rondine non fa primavera neanche in borsa

Certo è, d’altro canto, che anche per i mercati è bene tenere a mente il detto secondo cui una rondine non fa primavera. Siamo ancora all’annuncio di rimedi contro la pandemia, non a un’effettiva contrazione delle infezioni. Per quanto attiene gli investimenti Flax intravede come possibile per il 2021 una riduzione delle distanze tra titoli growth e titoli value ma avverte: “E’ ancora presto per dire che nel 2021 si assisterà a una sovraperformance di Europa e settori value rispetto ai top performer del 2020”. Di fronte al duplice annuncio di un vaccino e al conseguente andamento dei mercati l’esortazione che lo chief investment officer di Moneyfarm rivolge all’investitore è quella di pensare che “non esistono solo gli scenari in cui le cose vanno male (il vaccino non arriva, le misure di quarantena si protraggono per anni) ma esistono anche scenari migliori delle aspettative”.

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