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Come investire dopo la Brexit

I mercati europei stanno ancora digerendo il risultato scioccante del referendum inglese sulla Brexit. Come potrebbero gestire l'incertezza del momento gli investitori europei nei mercati a reddito fisso e in quelli azionari?

di Redazione Soldionline 30 giu 2016 ore 11:40

A cura di John Taylor, PM Europe multi sector e Tawhid Ali, CIO European value equities

I mercati europei stanno ancora digerendo il risultato scioccante del referendum inglese sulla Brexit. Come potrebbero gestire l'incertezza del momento gli investitori europei nei mercati a reddito fisso e in quelli azionari?

Tirando tutte le leve delle obbligazioni

investimento_5Quando i mercati sono guidati dall'incertezza, gli investitori obbligazionari devono essere in grado di spostare attivamente le due leve maggiori nei loro portafogli: le call su tassi di interesse (o duration) e credito, che tendono a contrapporsi.

Il credito realizza performance migliori in contesti di “rischio attivo”, mentre la duration è più efficace quando prevale l'assenza di rischio. A volte le obbligazioni ad alto rendimento con rating di credito basso e una più stretta correlazione con i mercati azionari possono generare più valore. Tuttavia per gli investitori è importante l'esposizione al tasso di interesse dato che le obbligazioni con duration più lunga tendono a resistere meglio quando i mercati azionari scendono. Se si allenta la leva del credito è necessario tirare di più la leva della duration.

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Alla ricerca dell'ammortizzatore di shock
Nel contempo, gli investitori hanno la possibilità di ottenere un miglior “bilanciamento” dalle loro obbligazioni. I rendimenti in offerta di alcune obbligazioni governative europee a lunga scadenza, che dominano i principali indici obbligazionari regionali, sono così bassi che il margine di ulteriore discesa è molto contenuto con i mercati in fermento. In Europa, i rendimenti delle obbligazioni governative con scadenza fino a 15 anni sono negativi. I bond governativi con rendimenti ultra-bassi, quali i bund ad esempio, si stanno rivelando meno efficaci come “ammortizzatori” di shock quando i mercati azionari scendono.

Gli investitori che ricercano in modo attivo l'esposizione ai bond ad alto rendimento emessi dai governi che non fanno parte dell'Europa “core”, possono ottenere un miglior “bilanciamento” per compensare la flessione dei mercati azionari. I titoli di stato ad alto rendimento del Regno Unito (i gilt), le obbligazioni governative australiane e i treasury americani, hanno tutti sovraperformato i bund durante il recente fermento del mercato.

Alla ricerca di opportunità in investimenti azionari

La vendita massiccia di azioni europee non è stata indiscriminata. I titoli di società evidentemente  più a rischio – in particolare nel settore finanziario - sono quelli che sono scesi di più, al contrario dei titoli più difensivi che sono scesi di meno, e in alcuni casi sono saliti.

I mercati inoltre hanno effettuato rapidamente una distinzione tra le aziende più colpite dal brusco calo della sterlina britannica e dell'euro. In generale le aziende con utili denominati in ampia parte, o interamente, in queste valute sono state penalizzate di più rispetto a quelle che generano maggiori ricavi in altre valute. Secondo noi i listini hanno svolto un lavoro positivo nel rispecchiare il cambiamento dell'outlook, soprattutto alla luce della mancanza di chiarezza su come e quando evolverà il processo politico di negoziazione del futuro rapporto tra Regno Unito e Unione Europea.

Ma la crisi ha creato nuove opportunità per gli investitori azionari? Noi pensiamo di sì, in particolare nelle tre seguenti aree:

- Titoli europei ad alta capitalizzazione, sproporzionatamente influenzati dalla vendita dell'indice da parte degli investitori. Gli investitori che seguono la parità di rischio sistematico o le strategie di controllo del rischio sono venditori forzati quando i mercati scendono in modo sostenuto e per i loro scambi spesso utilizzano gli Etf, che replicano l'indice, o altri strumenti passivi. Questo significa che i prezzi di alcuni titoli ad alta capitalizzazione che compongono un'ampia parte dell'indice possono scendere di più rispetto a quanto non possa fare un eventuale cambiamento fondamentale delle loro prospettive.

- I titoli finanziari che sono meno esposti al ciclo economico. Alcune banche retail ben capitalizzate con franchigie solide, in particolare in Nord Europa, potrebbero anche offrire rendimenti migliori in seguito al sell-off.

- Le imprese energetiche con introiti in dollari americani e una limitata esposizione all'Europa. Il prezzo del petrolio è sceso alla vigilia del voto britannico, congiuntamente ad altri attivi rischiosi. Tuttavia la nostra analisi indica che è la contrazione dell'offerta, e non la fiducia, a trainare principalmente i prezzi del petrolio nel corso dei prossimi mesi.

Il voto del referendum del Regno Unito è stato destabilizzante tanto per gli investitori azionari quanto per quelli a reddito fisso. In tempi come questi, riteniamo che i portfolio manager debbano muoversi con cautela sia per proteggere i loro capitali in settori che corrono in questo momento un rischio maggiore, sia per cercare attivamente nuove opportunità potenziali al fine di generare un rendimento superiore.

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