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Ci sono ancora aree attraenti nel mercato azionario?

Con alcuni indici azionari vicini ai massimi storici (l’esempio lampante è quello dell’S&P500), risulta più complesso delineare una strategia di investimento azionaria capace di garantire adeguati rendimenti

di Redazione Soldionline 11 set 2019 ore 14:34

Con alcuni indici azionari vicini ai massimi storici (l’esempio lampante è quello dell’S&P500), risulta più complesso delineare una strategia di investimento azionaria  capace di garantire adeguati rendimenti.
Inoltre, le diverse situazioni di incertezza (Brexit, scontro commerciale USA-Cina) hanno consigliato gli esperti di Pictet Asset Management di restare sotto pesati sulle azioni globali.
Eppure nel mercato azionario si possono trovare ancora alcune aree attraenti. Nell’analisi seguente gli esperti di Pictet Asset Management nel segnalano alcune.

 

mercato-azionario_2Con la disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina ancora in ebollizione, è sempre più difficile essere ottimisti sulle prospettive economiche e degli utili societari, in quanto l'aumento dei dazi e le minacce di ulteriori barriere commerciali gravano sulle aziende e sui consumatori a livello mondiale.  Aggiungiamo l'ulteriore incertezza relativa alla Brexit e il panorama tratteggiato assume un tono deprimente per il resto dell'anno, motivo per cui rimaniamo sottopesati sulle azioni globali. Come indica la Fig. 2, i margini degli utili societari a livello mondiale sono rimasti indietro rispetto alle previsioni degli analisti, di un margine considerevole.

Le azioni statunitensi paiono particolarmente poco interessanti rispetto ad altri mercati azionari in questo contesto. L'indice di riferimento S&P 500 è solo di pochi punti distante dai suoi massimi storici, ma gli indicatori statunitensi della recessione sono in zona d'allarme: la curva dei rendimenti si è invertita mentre, per la prima volta dalla crisi finanziaria globale, i rendimenti da dividendo sulle azioni sono superiori rispetto a quelli sui Treasury a 30 anni.

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Ma ci sono aree attraenti nel mercato azionario. All'interno della nostra allocazione regionale, rimaniamo sovrappesati sulle azioni europee. La Germania potrebbe essere in recessione tecnica, ma gli indicatori anticipatori europei sono migliorati nel corso degli ultimi sei mesi grazie al momentum più positivo in Francia e Spagna. Contemporaneamente, ulteriore supporto dovrebbe giungere dal nuovo ciclo di stimoli da parte della BCE. E vale anche la pena di notare che il premio di rischio per le azioni tedesche (si veda la sezione dell'asset allocation per comprendere la definizione dell'ERP) è ai massimi storici, al 9%.

Allo stesso tempo, il mercato giapponese si è mostrato resiliente, a prescindere dalla forza dello yen. Le valutazioni sono molto convenienti, indicando un potenziale rialzo fino al 20%, in base ai nostri calcoli. Anche il Regno Unito riserva un buon valore, soprattutto per gli investitori internazionali. La sterlina è conveniente, le valutazioni sono interessanti e una sostanziale percentuale degli utili delle aziende britanniche è generata all'estero. Inoltre, il rendimento da dividendo superiore al 5% rispetto al mercato offre una certa protezione dalla potenziale volatilità di mercato.

Le prospettive economiche per i mercati emergenti sono state offuscate dalla guerra commerciale, un fattore che comunque è stato mitigato dai tagli dei tassi d’interesse. L'Asia è interessante, in quanto alcuni mercati periferici beneficiano delle difficoltà della Cina: la guerra commerciale cino-statunitense sta iniziando a dirigere le aziende verso altri esportatori asiatici.

Preoccupati per l'impatto della guerra commerciale, gli investitori sono tornati a prendere in considerazione le azioni difensive. I beni di consumo di base e il settore sanitario hanno tenuto bene, pertanto manteniamo il sovrappeso su entrambi, mentre le azioni delle small cap hanno notevolmente sottoperformato. Finora i consumatori statunitensi hanno mostrato capacità di resilienza, favoriti dall'aumento dei salari e dal crollo dei tassi sui mutui, che hanno mantenuto l'economia statunitense fuori dalla recessione. Ma questa situazione difficilmente durerà a lungo.

 

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