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Che fine farà la sterlina?

Ricordiamo ancora una volta che (come scriveva ieri il Financial Times) “nessuno oggi sa esattamente che cosa sia Brexit”. Attenti quindi ad investire: potranno essere molteplici e diversi gli esiti di Brexit

di Redazione Soldionline 4 nov 2016 ore 09:04

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Come la decisione di ieri della Alta Corte, il Governo del Regno Unito non ha alcuna possibilità di mantenere ferma la data del 31 marzo per fare scattare il famoso Articolo 50, che è l’articolo che mette in moto la procedura per l’uscita dall’Unione Europea. Questo fatto, unito con le forti prese di posizione della Bank of England ieri, ci dicono che è necessario rifare il punto sulla sterlina GBO; con buona pace di tutti quelli che pensano che … sia possibile gestire il proprio portafoglio dandoci un’occhiata ogni tre o sei mesi. L’urgenza della cosa non è motivata solo dalla forte reazione del cambio di ieri (primo grafico in basso) ma pure dalla sensazione, ogni giorno più forte, che tutto ciò che è stato scritto, e detto, sulle conseguenze di Brexit sia da considerarsi provvisorio, e rivedibile. Sarà sufficiente sottolineare che ieri la Bank of England ha detto ai mercati che non è possibile escludere un rialzo dei tassi ufficiali, e meno di due mesi … dal loro ribasso. Se la Bank of England ritiene che i fatti abbiamo una forza tale da costringere l’Autorità Monetaria d una svolta di 180 gradi, voi pensate che invece si possa gestire un portafoglio in titoli rimando fermi magari per due anni? Non ha senso, ovviamente. Torniamo quindi al merito di questa vicenda, ed esaminano prima di tutto le implicazioni legali della sentenza. Il Governo ha annunciato un appello, l’appello potrebbe però finire alla corte Europea di Giustizia, e qui stiamo parlando di un orizzonte di sei mesi. Dopodiché, il Governo potrebbe perdere questo appello, e vedere la materia in tutto e per tutto riferita al Parlamento. Nel maggio 2017. Ed a quel punto che cosa succederebbe? Leggiamo cosa scriveva ieri il Financial Times:

What in practice this is likely to look like is parliament constraining the government’s negotiating position. It is not inconceivable that parliament may wish to choose whether to accept the outcome of the negotiations. Indeed, it may even require that the deal negotiated by the government be put back to the people in the form of a second referendum. Such a course would be wise. No one knows what Brexit means. It is possible that, as its advocates have contended, it will deliver greater democracy and prosperity. But is also possible that, as time goes on, the sunlit uplands foreseen by Boris Johnson dissolve into mere mirage.

Non ci sentiamo di aggiungere altro: chi ne avrà voglia, potrà andare a recuperare una tabella che pubblicammo nel Blog tre mesi fa, a proposito di Brexit: in modo grafico, erano illustrati i tanti possibili percorsi di Brexit, e i tanti possibili esiti: tra i quali, resta in piedi anche l’ipotesi che … non succeda nulla.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi vi ricorda ancora una volta che (come scriveva ieri il Financial Times) “nessuno oggi sa esattamente che cosa sia Brexit”. Attenti quindi ad investire: potranno essere molteplici e diversi gli esiti di Brexit

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Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 4 novembre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:

1. Oggi alle 14,30 il dato per l’occupazione NFP: tutta l’attenzione è sul cambio del dollaro USA
2. Petrolio a 45$ sul mercato Nymex: un segnale forte, ma di che cosa?
3. Il nostro lavoro sul “posizionamento” fatto negli ultimi cinque giorni di mercato, prima delle Elezioni Presidenziali
4. SEZIONE L'OPERATIVITA'  banche in Europa: sono una grande opportunità oppure un rischio fuori controllo? Oggi chiudiamo con le indicazioni operative
5. SEZIONE L'ANALISI   Ieri la sentenza della Alta Corte e  la riunione della Bank of England: una settimana decisiva per la sterlina GBP, e forse anche per Brexit

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