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3 domande su Cina ed Europa

Alcune questioni sull'intensità dello stress cinese, su come si evolverà la situazione congiunturale del paese e sulle conseguenze che ciò avrà per l'Europa

di Redazione Soldionline 31 ago 2015 ore 14:04

Nel suo ultimo Flash Mercati Marc Craquelin, Direttore della gestione di La Financière de l'Echiquier, risponde a 3 domande di grande attualità sulla situazione cinese e su cosa attendersi per le borse europee

I mercati azionari europei hanno subito una forte correzione dal 13 agosto scorso (­‐12,6% per l’Euro Stoxx 50). L’avversione al rischio è guidata soprattutto dai timori sulla crescita dell’economia cinese e dalla caduta brutale della Borsa di Shanghai che da metà giugno ha lasciato sul terreno il 35%. Anche altri fattori intervengono, specialmente la continua debolezza dei prezzi delle materie prime e le dimissioni di Alexis Tsipras in Grecia.

L’intensità dello stress cinese è eccessiva?
I timori dei mercati non sono irrazionali: la Cina rappresenta da sola il 13% del PIL mondiale e il 30% del PIL del mondo emergente.
Aumentano i segnali di fragilità nell’economia del paese. Ultima: la pubblicazione di un indice PMI manifatturiero cinese di 47,1 in ribasso di 0,7 punti – il livello più basso da inizio 2009. Le autorità hanno commesso un errore nel prendere misure artificiali per stabilizzare il mercato azionario. Inoltre, il declino guidato dallo yuan, seppure giustificato in relazione al calo delle valute emergenti, ha creato un movimento di panico sui mercati mondiali.

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analisi_23Come potrà evolversi, ora, l’economia cinese?
Il sentiment complessivo punta a un arretramento, tuttavia noi scartiamola possibilità di un «hard landing» (crollo drastico e duraturo della crescita cinese a un livello tra 1 e 3%).
L’economia cinese sta indubbiamente rallentando ma è soprattutto in fase di trasformazione. Il settore immobiliare e la produzione industriale rallentano mentre dall’inizio del 2014 l’attività accelera nell’ambito dei servizi e la crescita dei consumi si mantiene intorno al 10%. Le prossime statistiche cinesi rischiano di essere distorte a causa della catastrofe di Tianjin. Ma ci aspettiamo una stabilizzazione della crescita da qui a fine anno.

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Cosa aspettarsi dalle Borse europee in questo contesto?
Concentrato sulle cattive notizie dalla Cina, il mercato tende a ignorare le buone notizie in arrivo dall’Europa.
Il rialzo degli indici PMI europei nel mese di agosto portano sollievo dopo una serie di settimane deludenti. Gli industriali tedeschi spingono il movimento di rialzo, fattore che porta a relativizzare l’intensità del contagio cinese.
La continua crescita degli utili per azione sarà il principale catalizzatore per il rialzo dell’azionario europeo nel corso dei prossimi mesi. Nel secondo trimestre del 2015, il 66% delle aziende incluse nell’Euro Stoxx ha pubblicato utili per azione sotto le attese e il 67% ha pubblicato fatturati inferiori alle stime degli analisti.

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