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Il Buffett Index segnala pericolo

E’ il rapporto tra capitalizzazione totale del mercato azionario e prodotto interno lordo, e sta raggiungendo i livelli del 2000, quando scoppiò la bolla delle dot com. Forse bisognerebbe farci attenzione.

di Marco Delugan 2 nov 2017 ore 11:52

Il Buffett Index ha raggiunto livelli di guardia e qualsiasi investitore razionale dovrebbe almeno prenderne nota. Lo sostiene Jody Chudely su Daily Reckoning.

Il Buffett Index in realtà non esiste, o comunque non esiste con quel nome. E’ semplicemente l’indice preferito dall’Oracolo di Omaha per capire, con una sola misura, se le quotazioni azionarie siano troppo alte oppure no. 

Ma, comunque lo si voglia chiamare, è il rapporto tra la capitalizzazione totale dei mercati azionari Usa e il suo (degli Stati Uniti) prodotto interno lordo. Quanto è tra il 70% e l’80%, le cose vanno bene, ma quando supera il 100%, allora è un segnale di pericolo.

E come si vede dal grafico che segue (tratto da Daily Reckoning) sembra proprio che le cose possano mettersi male. Oggi il Buffett Index è a quota 139%. Nel 2000, prima dello scoppio della bolla delle dot com, era al 145%. Come sono andate le cose nel 2000 lo ricordano tutti. E per chi non lo ricordasse, basta guardare il grafico.

buffett-index-2017

Ma le cause dell’impennata attuale sono diverse da quelle che hanno portato alla bolla delle dot com di fine anni ‘90. Oggi la benzina sul fuoco la stanno mettendo i fondi indice e gli ETF. Le strategie passive che caratterizzano questi strumenti, infatti, portano ad acquistare le azioni che fanno parte di un indice indipendentemente da qualsiasi valutazione economica e finanziaria sull’andamento del loro prezzo.

Se si investono diecimila euro in un fondo indice, ad esempio, quei diecimila euro andranno ad acquistare aziende sopravvalutate come aziende magari sottovalutate. E sono soprattutto queste strategie, secondo Chudely, che stanno creando valutazioni folli di questo periodo.

Tutte le ultime su: warren buffett
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