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Borse record: chi soffia sul fuoco è piromane?

Il ruolo delle tv di settore, e dei media specializzati, non dovrebbe essere quello di informare in modo critico? Invece, e non solo nelle ultime settimane, ci si è adattati ai toni trionfalistici

di Valter Buffo 22 gen 2018 ore 09:51

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Sempre più spesso, sono gli operatori di mercato a definire “folle” la corsa delle Borse: perché... non si trovano più altre parole. E tuttavia, si potrebbe fare qualche sforzo in più, almeno a nostro parere. Lasciamo stare Trump ed i suoi tweet trionfalistici, che fanno parte di un tipo di dialettica politica che, seppure molto inusuale, può essere compresa nelle sue finalità. Ma il ruolo delle tv come CNBC e Bloomberg, e dei media specializzati, non dovrebbe essere quello di informare in modo critico? Invece, e non solo nelle ultime settimane, ci si è adattati ai toni trionfalistici, e sono state lasciate da parte ogni capacità di critica. Un esempio lo trovate qui sotto.

Two things are driving the rally. One is earnings optimism fueled partly by President Donald Trump’s tax overhaul. Based on analyst forecast for individual companies, S&P 500 members are expected to earn a combined $151.60 a share in 2018 and $167.40 in 2019. Both figures have risen about 4 percent from mid-December for one of the biggest upward revisions on record.

The other is the crush of money landing in equity markets. Global stock funds have taken in $58 billion over the last four weeks, the most ever recorded, according to Bank of America Corp. research based on EPFR data. That includes $23.9 billion last week, with the largest share going to to U.S. funds.

 

analisi-tecnica_10Il brano di Bloomberg e solo uno dei mille che avremmo potuto prendere ad esempio: si dicono cose giuste, ma il taglio è … sospetto. Ad esempio, è verissimo che oggi la stima dell’utile per azione che si riferisce all’indice S&P 500 è salito a 151,5, ma essendo che 12 mesi fa stava a 149 dollari, allora il totale dell’incremento è solo dello 1%. Un dato che aiuterebbe a mettere nella giusta prospettiva la “revisione senza precedenti al rialzo” citata dall’articolista. Ed è forse così che poi si spiega il secondo punto qui sopra: l’effetto FOMO (Fear Of Missing Out), ossia la paura di essere tagliati fuori, che poi vedete nel secondo grafico qui in basso. Certo, anche gli investitori stessi hanno però le loro gravi colpe: e prima fra tutte, una memoria cortissima, come è testimoniato qui sotto nel brano che riportiamo in lingua originale.

For Leo Kelly, chief executive officer at Verdence Capital Advisors, this means more questions from clients on the sustainability of the rally. “I am getting more calls than before, and half of the clients is asking if it’s time to pull back from equities, while other half wants to go all in,” Kelly, who helps manage $2.3 billion for people with an average more than $10 million in assets, said by phone. “I don’t let them do either of these. The market may have more room to run, but I keep saying to my clients, ‘Remember what you felt in a 2008 crash and how you promised not to overextend in one asset class?’

 

CONCLUSIONI: Ci sono molte ragioni per pensare che alla base della partenza sprint delle borse ci sia un FOMO

 

flussi-azionario-2002-2018

Fonte: BofAML

 

flussi-fomo

Fonte: BBG

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 22 gennaio 2018, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1. Si apre a 2,65% di rendimento a scadenza la settimana delle obbligazioni USA a 10 anni
  2. Il dollaro stamattina a 1,2250 contro euro, poco mosso dalla notizia dello shutdown
  3. Tra le trimestrali della settimana, Netflix oggi e Caterpillar giovedì
  4. SEZIONE L'OPERATIVITA' - questa settimana sul piano operativo ci occupiamo ancora di banche, dopo che abbiamo visto le trimestrali di tutte le grandi banche USA
  5. SEZIONE L'ANALISI - il tema della nostra Analisi sarà la crescita dell’economia degli Stati Uniti in attesa di vedere il dato per il GDP del quarto trimestre
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