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Borse, quale scenario dopo il rally di inizio 2019?

I principali mercati azionari sembrano aver trovato un punto di equilibrio dopo l'impressionante rally registrato nei primi tre mesi del 2019. Pochi spazi per un aumento (o per una diminuzione) delle valutazioni azionarie

di Redazione Soldionline 29 apr 2019 ore 12:05

analisi-economiaI principali mercati azionari sembrano aver trovato un punto di equilibrio dopo l'impressionante rally registrato nei primi tre mesi del 2019.
Secondo Andrea Delitala - Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management - all'orizzonte non ci sarebbero ulteriori rally per le borse. "Il rapporto Prezzo Utili attuale vicino a 17 implica un rendimento azionario di circa 6%: di fatto, non c’è un una grossa opportunità per un aumento (o per una diminuzione) delle valutazioni azionarie", ha precisato l'esperto.
Nell'analisti seguente, Andrea Delitala fornisce alcuni spunti strategici sulla strategia da adottare nell'attuale scenario.

 

I mercati sono tenuti in equilibrio da una serie di dinamiche contrastanti:

  1. Dal punto di vista top down: da un lato un quadro macroeconomico incerto e, dall’altro, la reazione volitiva della politica monetaria in Usa e fiscale in Cina che alimentano la speranza di poter superare la debolezza congiunturale.
  2. Anche i fattori tecnici vedono due forze contrapposte: il pessimismo di inizio anno ha oggi lasciato il passo a un clima decisamente più favorevole. Di converso e in contrasto con il sentiment attuale, i flussi mostrano un trend debole. Sono stati i bond a guidare il rally, il che appare ancora assimilabile alla condizione di Goldilocks, in cui esiste una correlazione positiva tra tutte le asset class.

Dal punto di vista di strategia, bisogna riconoscere che si è del tutto azzerato l’effetto dell’exit strategy avviato nel 2018: oggi i rendimenti reali (USA) stazionano sui livelli di un anno fa. I tassi di interesse in questo momento stanno scontando probabilmente preoccupazioni eccessive, e si rileva una divaricazione tra azionario e obbligazionario in cui l’obbligazionario esprime valutazioni quasi da recessione, mentre l’azionario appare scommettere su un ‘soft patch’.

Pictet AM continua ad aspettarsi che i tassi tornino sul sentiero della stabilizzazione, con quelli a lungo termine US compresi fra 2,75% e 3%. In questo scenario, riteniamo verosimile un premio di rischio azionario vicino a 3,25%, come da media di lungo termine. Il rapporto Prezzo Utili attuale vicino a 17 implica un rendimento azionario di circa 6%: di fatto, non c’è un una grossa opportunità per un aumento (o per una diminuzione) delle valutazioni azionarie.

Pur sposando una visione tutt’altro che pessimista sull’economia, non intravediamo forti rally degli indici azionari: i ritorni (ulteriori) dovrebbero mantenersi su livelli contenuti, rigorosamente a una cifra, il che richiederà scelte tattiche. Vista la neutralità valutativa, per immaginare guadagni o perdite in conto capitale bisogna attendersi sorprese sul fronte utili.

Le revisioni continuano ad essere negative, per gli effetti base della riforma fiscale del 2018 e per il rallentamento della crescita. Escludendo il taglio delle tasse 2.0, eventuali sorprese vanno individuate nella eventuale ripresa della crescita.

 

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