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Gli errori da non fare con il proprio denaro, soprattutto in fase 2

Come ogni attività, anche le scelte di gestione del proprio patrimonio e di investimento sono dettate dalle nostre idee e sono quindi soggette al rischio che quelle idee siano fallaci

di Redazione Soldionline 1 giu 2020 ore 15:12

errore-denaroDa qualche anno, in seguito alla Grande Recessione, le banche vengono sottoposte a stress test, per misurarne la solidità. Si tratta di simulazioni, attraverso le quali l’autorità europea di vigilanza del settore verifica che le banche stesse non si siano convinte della validità delle proprie scelte in misura eccessiva, tale cioè da non reggere alla prova dei fatti. Errare è umano e naturalmente può capitare anche al singolo risparmiatore, non meno che a un istituto di credito.

 

Psiche e investimenti

Le idee, è stato detto, sono le lenti attraverso le quali osserviamo il mondo che ci circonda ed a tutti piace avere ragione. Come ogni attività, anche le scelte di gestione del proprio patrimonio e di investimento sono dettate dalle nostre idee e sono quindi soggette al rischio che quelle idee siano fallaci. Presupposto dell’economia è che l’uomo sia un essere perfettamente razionale in grado di valutare con esattezza ogni situazione e quindi calcolare quale azione in quel contesto gli assicuri il massimo profitto col minor rischio. 

Nella realtà dei fatti, tuttavia, quando si tratta di investimenti si incorre  spesso in asimmetrie informative, non si dispone cioè di tutte le informazioni necessarie per una scelta realmente ponderata o si dispone di minori informazioni rispetto a quelle in possesso delle controparte alla ricerca di investitori. In questo caso, le scelte di investimento possono essere dettate da un’infatuazione più che da un’idea corretta e fondata su tutte le informazioni pertinenti. L’economia comportamentale, quella branca della scienza economica che si focalizza sull’homo oecomomicus in condizioni di asimmetria informativa, chiama questa infatuazione bias.

 

I bias da evitare dopo Covid-19

Un’idea che funziona, come è una scelta di investimento dimostratasi azzeccata, può facilmente portare ad ‘innamorarsi’ di essa. Ma un’idea non è che una semplice ipotesi, come insegna Karl Popper, e quindi è e resta affidabile nella misura in cui può essere messa costantemente alla prova dei fatti e riesce a superare questa prova. Periodi di crisi come quello determinato da Covid-19 inducono facilmente in bias dovuti da un lato alla naturale ansia di mettersi al riparo e dall’altro alla difficoltà di avere informazioni complete su un fenomeno assolutamente inedito. L’idea che tutto sia radicalmente cambiato può quindi portare a pensare che non sia proficuo ragionare sul lungo termine per i propri investimenti.

I dati di Assogestioni per i primi mesi del 2020 confermano che molti non hanno atteso di verificare in concreto se investimenti di lungo termine reggessero l’urto contingente (anche se non proprio di breve durata) della pandemia. Come in ogni crisi finanziaria, constatare che anche gli altri investitori si muovevano in una certa direzione ha indotto a emulazione portando a un effetto slavina che ha aumentato l’abbandono dell’ottica di lungo periodo. E’ successo cioè quello che l’economia comportamentale chiama confirmation bias e che in soldoni si può tradurre così: se tutti agiscono in quel certo modo avranno una buona ragione per farlo e dunque conviene adeguarsi.

Certamente non prendere atto dei mutamenti del quadro entro il quale si sono compiute le proprie scelte di asset allocation contrasterebbe con quell’avversione al rischio in base al quale si investe su quanto appare più affidabile in termini di rendimento. Nella gestione del proprio portafoglio occorre però anche dare il giusto peso al fattore tempo e ricordare quindi che il moto perpetuo non esiste. Nessun asset può perdere o assumere valore all’infinito, neanche in seguito alla pandemia (che pure non è ancora debellata). Dimenticare che nulla di quanto viene scambiato sui mercati sfuggire a inversioni di trend, prima o poi, porta a un eccesso di fiducia (overconfidence) Porta quindi a credere che una scelta sia valida per sempre, qualunque cosa succeda.

Si investe per guadagnare denaro e non per rimettercelo, ovvio. Ma questo significa anche mettere in conto come inevitabili, per la volatilità naturale dei mercati, temporanee perdite di valore dei propri investimenti. E significa soprattutto sapersi dare un limite di tempo massimo entro il quale attendere l’inversione del trend, dalla perdita alla ripresa di valore dell’investimento.

Proprio per non incorrere in errori di questi genere, sarebbe buona norma prendere in seria considerazione la soluzione di rivolgersi a un consulente finanziario indipendente.

 

Per aiutare gli investitori che volessero pianificare un investimento di lungo termine Moneyfarm ha messo a disposizione i propri consulenti per pianificare la migliore strategia di ingresso sul mercato, anche graduale. Inoltre per chi volesse investire entro il 30 giugno 2020, c’è la possibilità di non pagare l’imposta di bollo su tutti gli investimenti effettuati durante il 2020.
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