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BCE, nessun grande cambiamento in vista

Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, l'unica novità di rilievo potrebbe essere quella di estendere il programma d’acquisto di titoli oltre settembre

di Redazione Soldionline 7 mar 2018 ore 10:52

Domani è in programma la seconda riunione della BCE del 2018. Non sono previste importanti modifiche alla politica monetaria.
Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, l'unica novità di rilievo potrebbe essere quella di estendere il programma d’acquisto di titoli oltre settembre, aggiungendo che la normalizzazione della politica monetaria della BCE richiederà tempo.
Nell'analisi seguente l'esperto dettaglia i motivi di questa tesi.


Non prevediamo grandi cambiamenti di politica monetaria dalla riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì 8 marzo. Gli ultimi sotto-indici PMI sull’inflazione mostrano pressioni inflazionistiche diversificate all’interno dell’Eurozona. Mentre la Germania registra una forte tendenza al rialzo, le imprese francesi e italiane stanno incontrando molte più difficoltà ad aumentare i prezzi.
 
sede-bceQuesta è una delle ragioni per cui ci aspettiamo che la normalizzazione della politica monetaria della BCE richiederà tempo ed è tra i motivi che porteranno l’istituto di Francoforte a estendere il suo programma d’acquisto di titoli oltre settembre.
Gli indicatori macroeconomici continuano a migliorare, e le ultime indagini condotte sulle imprese - pur riportando un indietreggiamento dai livelli elevati di gennaio - indicano un’attività economica robusta.
 
Se si considerano i dati PMI più recenti, leggermente in calo a febbraio, i livelli mostrano un forte tasso di crescita del PIL in questo trimestre (+0,8% t/t).
 
Tuttavia, non siamo così ottimisti e riteniamo che gli hard data economici, seppur in miglioramento, saranno probabilmente più moderati. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, nonostante il tasso di disoccupazione sia rimasto stabile all’inizio dell’anno, i risultati dell'indagine PMI segnalano un'ulteriore creazione di posti di lavoro, con l’incremento di personale che ha raggiunto uno dei livelli più alti degli ultimi sette anni. Ciò lascia ben presagire un'ulteriore diminuzione del tasso di disoccupazione, che resta tuttavia elevato.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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