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BCE: 2018 anno di transizione

Secondo Anna Maria Grimaldi, Economista Area euro di IntesaSanpaolo, la Banca Centrale Europea non introdurrà modifiche alla comunicazione sui tassi fino all’autunno

di Redazione Soldionline 24 gen 2018 ore 11:54

Il focus degli operatori di mercato è sulle prime riunioni del 2018 delle banche centrali. Domani è in programma l'incontro della BCE, mentre la prossima settimana sarà il turno della FED.
Secondo Anna Maria Grimaldi, Economista Area euro di IntesaSanpaolo, la Banca Centrale Europea non introdurrà modifiche alla comunicazione sui tassi fino all’autunno, dal momento che vorrà cercare di mantenere ancorate le attese di breve termine.
Nell'analisi seguente l'esperta dettaglia quale potrebbe essere la politica economica che sarà adottata nei prossimi trimestri dall'istituto guidato da Mario Draghi.

 

sede-bceA meno di sorprese dai dati, riteniamo che la BCE confermerà a marzo le stime di crescita e aumento dell’inflazione core verso l’1,7% a fine periodo di previsione. Il primo passo che la BCE dovrà compiere riguarda l’easing bias sugli acquisti. Come ha notato Mersch, il riferimento ad un possibile aumento degli acquisti è un’aspettativa condizionata ad un evento (brusco rallentamento di crescita e prospettive di inflazione) che sta divenendo progressivamente meno probabile.

 

L’annuncio formale sulla chiusura del programma di acquisto dopo il 30 settembre 2018 dovrà arrivare prima della chiusura estiva. Le opzioni possibili sono una riduzione a 15 miliardi nel quarto trimestre 2018 per arrestare quindi il programma a fine dicembre, una chiusura scalettata entro fine anno (che però sarebbe in contrasto con il modus operandi della BCE), oppure un azzeramento secco già a ottobre, come hanno ipotizzato alcuni membri del Consiglio in queste settimane (Hansson). Forse la BCE potenzierà la guidance sulla politica di reinvestimento prima della chiusura dell’EAPP, e quindi al più tardi per luglio. Riteniamo che la BCE non introdurrà modifiche alla comunicazione sui tassi fino all’autunno, dal momento che vorrà cercare di mantenere ancorate le attese di breve termine.

 

Il focus dei mercati si sposterà comunque sui tassi come dimostra il movimento della curva Euribor da inizio gennaio (v. fig.12). Rimaniamo dell’idea che la BCE inizierà a muovere il tasso sui depositi nella prima metà del 2019 e cercherà di archiviare la controversa misura entro l’anno. Per il momento la BCE è riuscita a gestire la reazione dei mercati con una comunicazione prudente. Un restringimento delle condizioni finanziarie nella zona euro nei prossimi 12/18 mesi è fisiologica dato il netto miglioramento già in atto del ciclo. Deviazioni da un sentiero ordinato di correzione delle variabili finanziarie sono più probabili in un cambio di regime, ma non dovrebbero compromettere l’espansione. Il punto di partenza per le condizioni finanziarie è comunque estremamente accomodante e anche con la chiusura dell’EAPP e l’avvio di un ciclo di graduali rialzi dei tassi dal 2019, la politica monetaria resterà di supporto all’economia.

 

In conclusione la BCE cercherà di mantenere il più possibile una comunicazione cauta la prossima settimana. Ma la politica monetaria nella zona euro è già in una fase di transizione. La chiusura dell’EAPP verrà annunciata per l’estate e l’avvio di un graduale ciclo di rialzi sarà comunicato entro il 4° trimestre. Per novembre del 2019, quando Draghi, presidente delle politiche non convenzionali, lascerà la guida della BCE, anche i tassi potrebbero essere tornati in territorio positivo. Per allora dovrebbe essersi chiusa un’era senza precedenti per la politica monetaria.

 

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