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La BCE è fiduciosa sui mercati e lascerà aperte diverse opzioni

Il prossimo giovedì, 13 settembre 2018, si riunirà a Francoforte il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Complessivamente non sono previste grandi novità

di Mauro Introzzi 11 set 2018 ore 15:46

Il prossimo giovedì, 13 settembre 2018, si riunirà a Francoforte il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Complessivamente non sono previste grandi novità, con l'istituto di Draghi che dovrebbe confermare le politiche monetarie, sia quella convenzionale che quella non convenzionale. Tuttavia potrebbero emergere indicazioni interessanti sui futuri approcci.

Secondo Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income (il reddito fisso) di AllianzGI, è possibile aspettarsi "un bilanciamento tra la fiducia espressa verso l’Eurozona e l’approccio cauto all’aumento dei tassi". Francoforte dovrebbe confermare le proprie attese sulle prospettive di crescita dell’area euro che, "sebbene inferiori al picco del 2017, sono ancora forti".

Ecco il report del gestore:

 

Non ci attendiamo particolari sorprese dalla prossima riunione della Banca Centrale Europea, in programma il 13 settembre. Gli ultimi dati relativi all’Eurozona probabilmente sosterranno l’approccio della Banca Centrale, secondo cui il contesto economico è ancora solido e le prospettive di crescita dell’area, sebbene inferiori al picco del 2017, sono ancora forti.

 

bce-sedeCi aspettiamo quindi una rinnovata fiducia da parte della BCE, determinata nel porre fine al suo programma di acquisto titoli entro la fine dell'anno. L’intenzione è quella di porre delle basi solide prima di entrare nella prossima fase - meno accomodante - di politica monetaria.

 

È inoltre ipotizzabile che la BCE si confermi prudente rispetto al rialzo dei tassi di interesse, ribadendo che il primo decisivo aumento dei tassi probabilmente non si verificherà prima dell'estate 2019. Ciò darebbe alla BCE un margine sufficiente per tenere conto dei prossimi dati economici, tra cui la convergenza dell’inflazione nell’Eurozona verso l'obiettivo stesso della Banca Centrale, pari a circa 2%.

 

Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha ricordato durante un recente intervento che il Consiglio Direttivo della Banca Centrale utilizza tre criteri per valutare l'inflazione nell'area euro: convergenza al 2%, fiducia nel trend dell’inflazione e resilienza in un contesto di post-quantitative-easing. È improbabile che questo contesto venga influenzato dai recenti sviluppi, tra i quali l'inflazione complessiva pari al 2% e l'inflazione core di agosto pari all'1%

 

Durante la conferenza stampa relativa all'incontro della BCE, ci aspettiamo vengano formulate domande su come la Banca Centrale intenda reinvestire i proventi dei titoli in scadenza. Tuttavia, saremmo sorpresi se venissero forniti chiarimenti in questa fase, dal momento che è proprio nell'interesse della BCE mantenere aperte le diverse opzioni alla luce dell’incertezza dell'attuale contesto geopolitico.

 

Altrettanto ci sorprenderebbe se la BCE menzionasse l'Italia nel suo discorso, in particolare facendo riferimento ai rischi per la stabilità finanziaria dell’Eurozona a causa di uno scontro sulle questioni fiscali tra le autorità italiane e la Commissione Europea. Il progetto di Bilancio italiano non sarà pubblicato prima della fine di settembre ed è quindi presumibile che la BCE attenda i fatti piuttosto che rilasciare commenti basati sui rumors.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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