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Banche italiane troppo penalizzate dalla politica?

Amundi Asset Management segnala che il sistema bancario italiano presenta livelli di asset liquidi soddisfacenti per far fronte anche a forti aumenti dei tassi di interesse privi di rischio

di Redazione Soldionline 7 giu 2018 ore 10:46

Il settore bancario italiano è stato quello maggiormente colpito dal ritorno della volatilità sul mercato azionario, come conseguenza alle incertezze politiche precedenti alla formazione del nuovo governo guidato da Giuseppe Conte.

Tuttavia, gli analisti di Amundi Asset Management hanno evidenziato che negli ultimi mesi la solidità del sistema bancario italiano è aumentata, come evidenziato nel Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia dell'aprile 2018.

In particolare, gli esperti segnalano che complessivamente, il sistema bancario italiano presenta livelli di asset liquidi soddisfacenti per far fronte anche a forti aumenti dei tassi di interesse privi di rischio.

Nell’analisi seguente Amundi Asset Management fornisce maggiori dettagli su questa affermazione.

 

Il settore bancario è stato sotto pressione nelle ultime settimane. Quali sono le sue attuali condizioni?

banca-insegnaSecondo il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia dell'aprile 2018, la solidità del sistema bancario italiano è aumentata. La qualità del credito bancario sta migliorando in modo costante. Il flusso dei crediti in sofferenza (NPL) sono ora tornati a livelli paragonabili ai livelli pre-crisi. La percentuale degli NPL nei bilanci delle banche è in progressivo calo, soprattutto per le banche che hanno effettuato cessioni su larga scala. Diversi aumenti di capitale hanno ridotto il divario di patrimonializzazione rispetto alla media degli altri paesi europei. Inoltre, la redditività delle banche sta migliorando, anche se persistono aree di vulnerabilità per molte istituzioni bancarie di piccole e medie dimensioni.

Complessivamente, il sistema bancario italiano presenta livelli soddisfacenti di liquidità per far fronte anche a forti aumenti dei tassi di interesse. La Banca d'Italia ha effettuato stress test per valutare gli effetti di un rialzo dei tassi di interesse sugli indici di liquidità delle banche (liquidity coverage ratio). Sono stati esaminati tre ipotesi di rialzo dei tassi di interesse pari rispettivamente a 100, 200 e 300 punti base (bps) sull'intera curva dei rendimenti, mantenendo costanti i premi al rischio (a fronte di uno scenario base in cui i tassi di interesse rimangono sui livelli della fine di gennaio 2018). I risultati mostrano che, anche nel peggiore dei casi, dove l’indice di liquidità scende dal 172% al 143%, rimane comunque ben al di sopra del minimo regolamentare del 100%. Nello scenario di un rialzo dei tassi di interesse di 100 punti base, la quota delle banche che si troverebbe sotto la soglia sarebbe pari al 2,6% e in termini di dimensione rappresenterebbe il 2,7% del totale dell’attivo. Tali valori salirebbero rispettivamente a 4,3% e 5,0% nello scenario intermedio (aumento di 200bps) e a 4,6% e 5,4% in quello più severo (aumento di 300 bps).

 

Che cosa è cambiato nel settore finanziario europeo dall’ultima crisi finanziaria europea?

La crisi del debito dell'area dell'euro ha evidenziato la necessità di una più profonda integrazione del sistema bancario nei paesi dell'area dell'euro, poiché sono interdipendenti.

Dal 2011, la BCE e l’Eurozona si sono impegnate a prevenire e gestire attivamente la stabilità finanziaria con una serie di strumenti: il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) è stato istituito come meccanismo permanente di gestione delle crisi, la BCE ha ampiamente utilizzato il suo bilancio per acquistare attività finanziarie e alcuni progressi sono stati compiuti verso l'Unione bancaria. Dall'ultima crisi, la vigilanza del settore bancario si è rafforzata e unificata sotto la supervisione della Banca Centrale Europea e rientra nell'ambito del progetto dell'Unione bancaria europea.

La tabella di marcia dell'Unione bancaria si basa su 3 pilastri. I primi due pilastri sono ora pienamente operativi, il meccanismo di vigilanza unico (SSM) e il meccanismo di risoluzione unico (SRM) per le banche, che rafforzano e unificano la vigilanza delle principali banche in tutti i paesi membri. Il terzo pilastro è stato proposto dalla Commissione europea, come ulteriore passo verso l'Unione bancaria (a novembre 2015): si tratta del sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS) che mira a fornire una copertura assicurativa più forte e più uniforme per tutti i titolari di depositi bancari retail nell'unione bancaria. L'EDIS fornirebbe una più forte e più uniforme copertura assicurativa nell'area euro, riducendo la vulnerabilità dei sistemi nazionali di garanzia dei depositi a forti shock locali e garantendo che il livello di fiducia su una banca da parte dei titolari di depositi bancari retail non dipenda dalla localizzazione della banca stessa.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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