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Azioni vs obbligazioni, quale asset prevarrà nei prossimi mesi?

Nel corso del primo trimestre del 2019 i mercati azionari globali hanno messo a segno una discreta ripresa, in concomitanza con un brusco calo dei rendimenti obbligazionari. Come posizionarsi nei prossimi mesi?

di Redazione Soldionline 30 apr 2019 ore 11:56

azioni-vs-bond“Nel corso del primo trimestre del 2019 i mercati azionari globali hanno messo a segno una discreta ripresa, in concomitanza con un brusco calo dei rendimenti obbligazionari”. È quanto evidenziato da Larry Hatheway, capo economista di GAM Investments, secondo cui questa situazione è stata favorita dalle politiche delle banche centrali.
Come posizionarsi, quindi, nei prossimi mesi? Secondo Larry Hatheway con tutta probabilità il mercato obbligazionario cederà il passo a quello azionario. Nell’analisi seguente il capo economista di GAM Investments spiega il motivo di questa affermazione.

 

Nel corso del primo trimestre del 2019 i mercati azionari globali hanno messo a segno una discreta ripresa, in concomitanza con un brusco calo dei rendimenti obbligazionari. Il ruolo delle banche centrali è stato fondamentale. A gennaio la decisione della Federal Reserve di sospendere i suoi interventi, seguita dall’allentamento della Banca centrale europea in marzo, ha sedato i timori degli investitori azionari in merito alla debolezza della crescita e ha alimentato la domanda di obbligazioni.
 
Alla fine del trimestre, tuttavia, gli investitori hanno iniziato a chiedersi per quanto tempo ancora azioni e obbligazioni sarebbero salite all’unisono.
 
Contrariamente all’opinione diffusa, il calo dei rendimenti obbligazionari non sempre corrisponde a un aumento delle valutazioni azionarie. Il rallentamento della crescita, che si riflette nel calo dei rendimenti obbligazionari, erode gli utili piegando così le quotazioni azionarie. La flessione degli utili ha introdotto ulteriore rischio, portando a una svalutazione dei titoli azionari.
 
Il fattore determinante è la crescita. Se l’attività economica peggiorerà, sarà il mercato obbligazionario ad avere la meglio. D’altra parte, la ripresa danneggia i mercati obbligazionari e avvantaggia quelli azionari.
 
Con tutta probabilità sarà il mercato obbligazionario a cedere il passo, poiché plausibilmente quest’anno la crescita recupererà anziché ristagnare.
 
Per comprenderne i motivi, è importante considerare perché l’economia globale sia inciampata alla fine dello scorso anno. Generalmente, le fasi di rallentamento si manifestano perché si verifica uno o più di questi eventi: 1) una stretta monetaria o fiscale, 2) una frenata del credito, 3) un aumento delle scorte o 4) un incremento del prezzo del petrolio.
 
È difficile, però, spiegare il temporaneo rallentamento a cui abbiamo assistito recentemente solo sulla base di tali fattori. Nonostante i rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve lo scorso anno, i tassi di interesse reali negli Stati Uniti non sono mai stati particolarmente restrittivi. Le scorte e il prezzo del petrolio sono rimasti sotto controllo. La politica fiscale ha subito un deciso allentamento negli USA e nessuna stretta negli altri Paesi. Solo la Cina ha optato per una stretta creditizia.
 
Gli effetti degli stimoli fiscali introdotti negli Stati Uniti si stanno esaurendo. A inizio 2019 abbiamo però registrato un considerevole allentamento delle condizioni finanziarie. Anche la Cina ha cambiato orientamento, intervenendo su norme, infrastrutture, fisco e credito per alimentare la crescita.
 
Tuttavia, il fattore chiave per l’economia mondiale nel 2019 sarà la fiducia. L’anno scorso, gli “spiriti animali” sono stati contenuti dalle preoccupazioni per la guerra commerciale e per l’eventualità di una hard Brexit. Ora che Cina e Stati Uniti sono vicini a un accordo e che le probabilità di un no deal circa il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Ue diminuiscono, presumibilmente la fiducia migliorerà.
 
Queste considerazioni ci portano a una conclusione chiara in termini di asset allocation: posizione al rialzo in azioni, al ribasso in obbligazioni.

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