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Azioni, occorre prepararsi ai rischi!

Mark Haefele, Global Chief Investment Officer di UBS, segnala che, nonostante le valutazioni dei mercati azionari non siano elevate, all’orizzonte permangano alcuni rischi che dovranno essere valutati con attenzione

di Redazione Soldionline 4 set 2018 ore 16:15

“Ci sembra opportuno mantenere un’esposizione strategica ai mercati azionari, in quanto l’economia mondiale rimane solida e gli utili aziendali registrano una crescita robusta”. E questa l’indicazione di Mark Haefele, Global Chief Investment Officer di UBS.

Tuttavia, il gestore segnala che, nonostante le valutazioni dei mercati azionari non siano elevate, all’orizzonte permangano alcuni rischi che dovranno essere valutati con attenzione.

Nell’analisi seguente Mark Haefele ne segnala quattro.

 

riskNella nostra Monthly Letter di maggio avevamo previsto un ulteriore rialzo dei mercati azionari, ma consigliavamo al contempo di gestire attentamente i rischi, dato il contesto di crescente incertezza economica e politica.

 

Da allora le azioni globali hanno guadagnato terreno e l’indice MSCI AC World ha prodotto una performance del 3% in valuta locale.

Tuttavia, la gestione dei rischi è stata essenziale per generare risultati positivi. A giugno lo yuan ha registrato la performance mensile peggiore dal 1994 e le azioni cinesi sono entrate in una fase ribassista. A luglio il Nasdaq si è apprezzato, ma alcune società di alto profilo, come Netflix e Facebook, hanno perso più del 10%. Infine, agosto ha messo in luce le fragilità dei mercati emergenti, con deprezzamenti del 25% per la lira turca e il peso argentino.

 

Ci sembra opportuno mantenere un’esposizione strategica ai mercati azionari.

L’economia mondiale rimane solida e gli utili aziendali registrano una crescita robusta. E, anche se alcuni listini azionari si attestano ai massimi storici in termini di prezzi, le valutazioni non sono elevate. Il rapporto prezzo/utili delle azioni globali è pari a 16,8x, contro una media trentennale di 18,3x.

 

Tuttavia, rileviamo vari rischi all’orizzonte.

  • Un’escalation delle tensioni commerciali potrebbe condurre allo scoppio di una guerra commerciale in grado di danneggiare l’economia di Cina e Stati Uniti, con gravi interruzioni delle catene logistiche.
  • Il rallentamento dell’economia cinese potrebbe aggravarsi. Finora Pechino è riuscita a orchestrare una decelerazione ordinata, ma il debito ha raggiunto livelli molto elevati e lo yuan continua a deprezzarsi. Un rallentamento più brusco potrebbe alimentare l’ansia degli investitori.
  • La Federal Reserve (Fed) potrebbe alzare i tassi d’interesse a un ritmo più rapido del previsto. Ci aspettiamo un inasprimento monetario solo graduale negli Stati Uniti, ma l’aumento dell’inflazione potrebbe costringere la Fed a operare interventi più ravvicinati, frenando la crescita americana e penalizzando i Paesi emergenti con un elevato debito in dollari.
  • I prezzi del petrolio potrebbero registrare un’impennata. In un quadro di forte crescita dei consumi e di riduzione dell’offerta di greggio iraniana a causa delle sanzioni statunitensi, un grave shock petrolifero potrebbe far lievitare le quotazioni fino a 120 dollari il barile.
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