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Azioni: large performance per le Small Cap

Charlie Anniss (UBP) ha ricordato che negli ultimi 10 anni l’MSCI Europe Small Cap Index ha registrato un rendimento del 206,5%, rispetto al 130,4% riportato dall’MSCI Europe Index

di Redazione Soldionline 28 nov 2019 ore 14:54

azioni_6Nelle ultime sedute le aziende a capitalizzazione ridotta sono tornate al centro degli acquisti. A Piazza Affari questa tendenza è stata più marcata sulle società quotate al MidCap e allo STAR, dopo che la Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento che ha modificato la disciplina dei Piani Individuali di Risparmio a lungo termine introducendo, per i PIR costituiti a decorrere dal 1° gennaio 2020, l’obbligo di investire il 5% del 70% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice FTSEMib e FTSEMid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.


Charlie Anniss - European Small and Mid-Cap Portfolio Manager di Union Bancaire Privée (UBP) – ha ricordato che negli ultimi 10 anni l’MSCI Europe Small Cap Index ha registrato un rendimento del 206,5% rispetto al 130,4% riportato dall’MSCI Europe Index (rendimento totale al 30 ottobre 2019).


Nell’analisi seguente il gestore ha spigato i motivi della differente performance di questi due indici.

 

Negli ultimi 10 anni l’MSCI Europe Small Cap Index ha registrato un rendimento del 206,5% rispetto al 130,4% riportato dall’MSCI Europe Index (rendimento totale al 30 ottobre 2019). Le imprese più piccole hanno beneficiato in misura sproporzionata di un contesto caratterizzato da tassi di interesse bassi, una politica monetaria accomodante, una riduzione dell’avversione al rischio e una forte crescita degli utili. Il segmento delle small cap, rispetto a quello delle large cap, risulta più orientato ai settori di beni ciclici e industriali e in questo periodo, settori come quello tecnologico, dei consumi, dei servizi alle imprese e dell'industria hanno sovraperformato.
 
Le small cap sono meno presenti, invece, in settori fortemente regolamentati come le banche, i servizi e le telecomunicazioni, che nelle fasi di espansione economica tendono a generare rendimenti inferiori. La minor esposizione al segmento bancario, le cui quotazioni azionarie sono rimaste indietro in una fase di forte pressione normativa e di risanamento del bilancio, è stata particolarmente vantaggiosa per i rendimenti relativi del segmento small cap in questo periodo. Queste imprese, che spesso sono le grandi imprese del futuro, offrono agli investitori l'accesso a un segmento di mercato esposto a business innovativi, dinamici, in rapida crescita e spesso rivoluzionari.  Il base effect implica che sia più facile per le small cap crescere più velocemente dei propri competitor a grande capitalizzazione. Ciò, combinato al fatto che il segmento è meno esposto a settori regolamentati della "vecchia economia", come utilities e banche, fornisce un’interessante opportunità di lungo termine. 
 
Un'altra caratteristica interessante del segmento small cap è che, nel più ampio spettro delle diverse capitalizzazioni di mercato, questo risulta il comparto meno coperto dagli analisti. Ciò significa che il flusso di informazioni societarie è meno dinamico e che il mercato è meno efficiente, elementi che lo rendono un ottimo campo d’azione per i gestori attivi. Riteniamo che nel medio termine le small cap possano beneficiare di un contesto di allentamento delle tensioni commerciali associato a un’inversione del deterioramento degli indicatori macroeconomici.

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