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Azioni, come comportarsi dopo il rimbalzo di inizio 2019?

Il bilancio del primo quarto dell'anno è certamente positivo, anche per il FTSEMib che da inizio 2019 ha accumulato un nell'ordine del 17%

di Redazione Soldionline 20 mar 2019 ore 14:17

strategie_1Sta per concludersi il primo trimestre del 2019 anche sui mercati finanziari. Il bilancio del primo quarto dell'anno è certamente positivo, anche per il FTSEMib che da inizio 2019 ha accumulato un nell'ordine del 17%.

Come gestire, ora la strategia di investimento? Gli analisti di ODDO BHF suggeriscono di muoversi con cautela almeno nel breve termine "con un consolidamento che potrebbe attestarsi, non tanto per i criteri fondamentali, quanto per considerazioni tecniche".

Nell'analisi seguente gli esperti spiegano quale approccio adottare sui mercati nei prossimi mesi.

 

Rivedendo al ribasso crescita e inflazione nella zona euro, la BCE ha inviato un messaggio che conferma i segnali di rallentamento globale lanciati dalle PMI. I premi al rischio sono calati parecchio e gli investitori hanno preferito approfittare del rimbalzo per sfoltire gli attivi rischiosi.

Il deterioramento degli indicatori macroeconomici mondiali non è uniforme. Il settore manifatturiero è in difficoltà, mentre i servizi ed il mercato del lavoro restano ben orientati. Come avevamo previsto, le autorità cinesi hanno adottato le misure adeguate a stabilizzare la crescita, mentre gli ultimi dati relativi alla zona euro sono meno allarmanti e puntano verso una crescita tendenziale dell’1,5%.

In questo contesto ribadiamo il nostro consiglio di relativa cautela a breve termine per quanto riguarda gli attivi rischiosi, con un consolidamento che potrebbe attestarsi, non tanto per i criteri fondamentali, quanto per considerazioni tecniche. Ciononostante, eventuali debolezze degne di nota (maggiori del 5%) dovranno esser sfruttate per reinvestire. Lo slancio macroeconomico dovrebbe migliorare nel corso dei prossimi mesi, con i primi effetti dello stimolo cinese, una zona euro che beneficia dello 0,5% grazie alla spinta fiscale, ad una BCE sempre accomodante e infine degli Stati Uniti, che registrano una crescita vicina al loro potenziale sostenuti da una FED attendista.

Anche se le revisioni degli analisti sono ancora orientate al ribasso, le previsioni di crescita degli utili del 4% sui mercati americani ci sembrano troppo prudenti rispetto ad una crescita delle vendite che ormai da due anni si attesta a +6,5%.

 

Sul fronte dei tassi, malgrado il rally registrato dopo le misure di rifinanziamento della BCE, restiamo alla larga dai titoli di stato fintanto che non ci sarà maggiore chiarezza sulla vicenda della “Brexit”. L’incertezza che perdura sul tema inizia a stancare gli operatori e potrebbe portare ad una significativa volatilità.

Sul credito, la contrazione osservata nelle obbligazioni high yield dovrebbe prendersi una pausa, ma proprio come per le azioni, si tratterà di rafforzare l’esposizione in caso di scarto pronunciato degli spread.

Per concludere, prendiamo una parte di benefici sulle azioni Mid e Small cap europee, restando comunque investiti, e consolidiamo le nostre protezioni sugli indici azionari.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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