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Azioni, bond, valute o materie prime nel 2018?

Gli Investment Strategist di Credit Suisse hanno fornito la propria visione sulle prospettive di investimento per il 2018. Ecco quali sono le preferenze degli esperti

di Redazione Soldionline 24 nov 2017 ore 10:55

Gli Investment Strategist di Credit Suisse hanno fornito la propria visione sulle prospettive di investimento per il 2018.
In particolare, gli esperti prevedono una crescita solida e sostenuta per l'economia globale nel prossimo anno, nonostante una politica monetaria meno espansiva. "In questo contesto favorevole, gli investitori possono aspettarsi ancora solidi rendimenti per gli asset rischiosi nel 2018, anche se più limitati dopo i risultati eccezionalmente positivi del 2017", hanno precisato gli strategist.

 

Nell'analisi seguente gli esperti del Credit Suisse dettagliano le proprie preferenze.

 

portafoglio_5Prospettive per i mercati finanziari

  •        Anche dopo un anno di rendimenti eccezionalmente positivi per le attività rischiose, secondo gli Investment Strategist di Credit Suisse i mercati azionari globali presentano ancora un potenziale di rialzo nel 2018. La solida crescita economica accresce infatti guadagni e fiducia. Questo contesto dovrebbe favorire ulteriormente gli afflussi verso le azioni. Il ritiro di liquidità da parte delle banche centrali rappresenterà la sfida più importante, soprattutto negli ultimi mesi del 2018.
  •        Credit Suisse tende a privilegiare le azioni rispetto ai titoli di credito. Nel 2018 le azioni dei mercati emergenti dovrebbero generare total return lievemente al di sopra del 10%, con buone prospettive in particolare per le small cap. Nei mercati sviluppati le azioni nipponiche ed elvetiche presentano il migliore potenziale. A livello settoriale, vengono privilegiati sanità, telecomunicazioni, industriali e finanziari. Anche le azioni immobiliari dell'Eurozona offrono interessanti opportunità per gli investitori, dati i rendimenti ancora elevati.
  •        Nel comparto del reddito fisso Credit Suisse prevede una modesta crescita dei rendimenti obbligazionari nella maggior parte dei mercati sviluppati, e una stabilizzazione attorno al 2,7% negli Stati Uniti. Nei mercati emergenti si privilegia in particolare il debito in valuta locale a causa del carry ancora elevato e del potenziale per ulteriori tagli dei tassi d'interesse locali.
  •        Per quanto concerne le valute, gli interventi di inasprimento monetario della Federal Reserve potrebbero stabilizzare il dollaro ma, data la probabile correzione al rialzo dei rendimenti europei, l'euro potrebbe incrementare i propri guadagni.
  •        Nel settore delle materie prime la solida crescita economica dovrebbe continuare a sostenere domanda e prezzi, mentre per il petrolio è previsto uno scenario di trading range.

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