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Azionario, nel 2018 puntare sulle small cap europee

Secondo Charles Anniss (Union Bancaire Privée) i vantaggi di investire in società di piccole dimensioni nell'ambito di un portafoglio diversificato sono spesso trascurati dagli investitori

di Redazione Soldionline 31 gen 2018 ore 09:54

Il 2017 è stato un anno positivo per le small cap europee in Borsa, confermando il trend in atto da alcuni esercizi. Questa tendenza è destinata a continuare anche nel 2018?

Charles Anniss, Small and Mid Caps Portfolio Manager, European Equities team di Union Bancaire Privée – UBP, ha risposto positivamente a questa domanda, segnalando che "i vantaggi di investire in società di piccole dimensioni nell'ambito di un portafoglio diversificato sono spesso trascurati dagli investitori".

Nell'analisi seguente l'esperto analizza i motivi che lo hanno portato a decretare la preferenza per le small cap europee anche nel 2018.

 

analisti-graficiNel 2017 le small cap europee hanno registrato una solida performance, con un rendimento del 19,03% da parte dell'indice MSCI Europe Small Cap, rispetto al rendimento dell'indice MSCI Europe del 10,24% (fonte Bloomberg). Le imprese più piccole hanno registrato notevoli risultati per diversi anni dopo la crisi finanziaria e hanno messo a punto nel lungo periodo un track record di buoni ritorni relativi.

 

I vantaggi di investire in società di piccole dimensioni nell'ambito di un portafoglio diversificato sono spesso trascurati dagli investitori. È chiaro che le imprese più piccole possono essere esposte a livelli leggermente più elevati di volatilità nel breve termine, ma gli investitori a lungo termine in un portafoglio diversificato sono compensati da rendimenti positivi aggiustati per il rischio. L'universo delle small cap ha una maggiore esposizione ai settori nascenti, più innovativi e in più rapida crescita.

 

Semplicemente essere più piccoli comporta una maggior facilità di produrre tassi più elevati di crescita delle vendite, degli utili e del flusso di cassa, derivanti spesso da un business più mirato e flessibile. E man mano che le piccole imprese crescono e diventano più conosciute dal mercato, esse attirano maggiore attenzione da parte degli investitori e la liquidità migliora, contribuendo in tal modo a ridurre il premio per il rischio di liquidità. Questi fattori possono creare una combinazione forte.

 

Inoltre, il mercato delle small cap è relativamente inefficiente, con bassi livelli di copertura da parte degli analisti. Ciò si traduce in un flusso di informazioni meno dinamico e in maggiori livelli di inefficienza, il che significa che gli investitori possono beneficiare delle anomalie di prezzo. Con l'avvento della MiFID II che crea un certo disagio circa il modo in cui viene pagata la ricerca degli analisti, è improbabile che nel medio termine si raggiunga un livello più elevato di copertura delle small cap. Di conseguenza, è probabile che il mercato rimanga un terreno di caccia favorevole per gli investitori attivi alla ricerca di interessanti opportunità di crescita nel 2018 e oltre.

 

Quest’anno infatti, molti degli stessi driver sottostanti che abbiamo visto nel 2017 rimangono in vigore. Le recenti letture dei sondaggi PMI del settore manifatturiero e dei servizi in Europa sono rimaste solide e sia le economie dell’Europa continentale che quelle dell’Europa periferica stanno compiendo buoni progressi. Ciò è di buon auspicio per le small cap che in passato hanno avuto una correlazione con i sondaggi PMI. Le previsioni di mercato per le small cap indicano una crescita degli utili nell’ordine del 15% circa, mentre le valutazioni rimangono sostanzialmente in linea con quelle delle loro controparti large cap se considerate su base equamente ponderata.

 

In questo momento le imprese francesi sono particolarmente interessanti per gli investitori in small cap, poiché il clima imprenditoriale migliora e le imprese cominciano a vedere i primi benefici delle riforme del mercato del lavoro, con ulteriori potenziali benefici derivanti dalla riforma fiscale. Le imprese irlandesi continuano a beneficiare fortemente di un quadro macroeconomico in miglioramento, favorito dalle prime riforme messe in atto dal governo irlandese dopo la crisi finanziaria. Da un punto di vista settoriale, anche gli industriali, i servizi alle imprese e l’IT dovrebbero rimanere in una posizione privilegiata per beneficiare dei venti a favore dei paesi core dell’Europa.
La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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