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Azionario Europa, prospettive positive (almeno nel breve)

Pictet ritiene che quello europeo sia uno dei mercati azionari più interessanti a livello globale e hanno deciso di incrementarne il peso all'interno del proprio portafoglio

di Edoardo Fagnani 25 gen 2017 ore 10:33

"E' ora che l'azionario europeo esca dall'ombra, in quanto le prospettive economiche sono più incoraggianti rispetto agli ultimi due anni". Questo sostengono gli analisti di Pictet, nel report mensile di aggiornamento della strategia di investimento.
Gli esperti ritengono che quello europeo sia uno dei mercati azionari più interessanti a livello globale e hanno deciso di incrementarne il peso all'interno del proprio portafoglio.
Nel seguente report gli analisti di Pictet spiegano i motivi di questa decisione.

europa6E' ora che l'azionario europeo esca dall'ombra. Le prospettive economiche sono più incoraggianti rispetto agli ultimi due anni. Il tasso di cambio dell’euro è competitivo e nel prossimo futuro la politica monetaria dovrebbe mantenersi accomodante, anche tenendo conto della modesta riduzione delle iniezioni di liquidità della BCE nella seconda metà dell’anno. Il rischio di ulteriori sconvolgimenti politici è basso, quantomeno nel breve periodo. Si prevede una crescita a due cifre degli utili societari dopo la performance quasi piatta del 2016. Le valutazioni sono ancora allettanti. Negli ultimi 20 anni, infatti, sono stati pochissimi (2%) i casi in cui lo sconto offerto dai titoli europei rispetto alle controparti statunitensi è stato superiore all’attuale.

Tenuto conto di tale dato, riteniamo che sia opportuno passare dalla neutralità al sovrappeso sull'azionario europeo.

Le valutazioni piuttosto convenienti e la forte crescita potenziale rendono quello europeo uno dei mercati azionari più interessanti a livello globale (si veda grafico).

l-azionario-europeo-beneficia-di-crescita-e-valutazioni-favorevoli
*La crescita è data dalla media tra indicatore anticipatore della regione, variazione dell’indicatore anticipatore, revisione del PIL, indice delle condizioni monetarie, variazione degli EPS a 12 mesi e revisioni nette degli EPS

** La valutazione per ogni mercato azionario regionale è data dalla media tra rapporto prezzo/valore di libro, P/E a 12 mesi, P/E su EPS tendenziale, rapporto prezzo/fatturato, premio per il rischio azionario (solo piazze avanzate)

Per le medesime ragioni guardiamo con favore alle borse di Regno Unito e Giappone. Nonostante gli indicatori tecnici suggeriscano una situazione di ipercomprato, il mercato giapponese potrebbe beneficiare del netto sostegno di un’economia interna in via di miglioramento, della debolezza della valuta e della reflazione globale. Per contro, abbiamo assunto un atteggiamento più cauto sul Pacifico ex-Giappone alla luce di possibili turbolenze in ambito economico in Cina – che potrebbe risentire dell'inasprimento della linea monetaria e delle misure protezionistiche negli USA – e della debolezza degli indicatori anticipatori in Australia.

donald-trump2Quanto alle azioni USA, nel corso dell’anno lo slancio derivante dalle promesse di Trump circa investimenti infrastrutturali e tagli delle imposte sulle aziende potrebbe essere largamente compensato dalla politica meno accomodante della Fed, dal vigore del dollaro (ai massimi in base ai nostri modelli) e da valutazioni onerose. Il premio per il rischio dell’azionario statunitense – il parametro di misurazione dell’extra rendimento ragionevolmente atteso investendo in azioni rispetto alle obbligazioni governative – è sceso dal 5,5% prima delle elezioni presidenziali al minimo decennale del 4,3%. A nostro avviso le politiche di Trump avranno effetti positivi sull’economia mondiale ed è quindi possibile che i titoli ciclici sovraperformino quelli difensivi. Detenevamo già posizioni sovrappesate su beni voluttuari, finanza e informatica e ora anche sull'energia. Quest’ultimo settore dovrebbe godere del sostegno offerto dal continuo taglio dei costi e da previsioni più incoraggianti sul prezzo del greggio in seguito alla decisione dei produttori di petrolio di ridurre l'offerta.

Per quanto riguarda i titoli industriali, crediamo che le aspettative di utili siano salite a livelli eccessivi sulla scia dell'entusiasmo seguito all'elezione di Trump. L’attenzione del nuovo presidente per gli investimenti infrastrutturali avrà certamente effetti positivi sulle società del settore nel lungo periodo, tuttavia temiamo che le stime di utile a breve termine siano già troppo ottimistiche. Inoltre, il recente rally ha reso i titoli industriali i più onerosi secondo i nostri calcoli e di conseguenza abbiamo deciso di chiudere la posizione di sovrappeso in tale area.

Il principale rischio per il 2017 è rappresentato dall’impatto di Trump sul commercio globale. Nonostante il tycoon abbia annunciato l’imposizione di dazi alle importazioni, riteniamo che i programmi originali saranno ridimensionati e tali misure si rivolgeranno solo a particolari settori e partner commerciali; le ripercussioni dovrebbero quindi essere limitate.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

 

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