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Azionario Europa, opportunità per gli investitori attivi

La maggior parte delle notizie sull’Europa, sia da una prospettiva macroeconomica sia politica, sono state negative

di Redazione Soldionline 3 mar 2015 ore 11:16

A cura di Dean Tenerelli, Portfolio Manager del T. Rowe Price European Equity Fund

La maggior parte delle notizie sull’Europa, sia da una prospettiva macroeconomica sia politica, sono state negative. Ciò non ha, tuttavia, impedito ai mercati azionari di registrare forti rialzi. Spinti da condizioni monetarie espansive e, di recente, dalla decisione della Banca centrale europea di procedere con un QE ad ampio spettro, molti listini sono su livelli che non si vedevano da prima della crisi finanziaria.

Nel Vecchio Continente, la stagione delle trimestrali sta andando in generale come ci aspettavamo, di sicuro per le società in cui abbiamo investito. Tuttavia, vi sono state anche significative revisioni al ribasso nei settori dell’energia e dei materiali, profondamente colpiti dal crollo del prezzo del petrolio e di altre materie prime, che influenzeranno i principali dati per il mercato nel 2015. Sebbene ci siano state alcune delusioni da imprese più esposte oltreoceano, specialmente verso gli Emergenti, il consensus appare ora più equilibrato.
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lente2Il programma di QE della BCE, più ampio del previsto, potrebbe aiutare a sostenere l’attività economica, ma secondo gli analisti di T. Rowe Price, le basi per una ripresa della crescita erano già state poste. La maggior parte degli indicatori sulle esperienze di USA ed altri Paesi suggerisce che gli acquisti di asset da parte delle Banche centrali hanno avuto un impatto modesto sull’attività economica. Ciò è particolarmente vero nel caso in cui le banche abbiano già sufficiente accesso a fonti di finanziamento a lungo termine, come nell’Eurozona.

Per di più, valutare l’outlook di crescita per l’Eurozona solo in base al successo del QE vorrebbe dire avere una prospettiva troppo ristretta. A prescindere da ciò che la BCE ha deciso a gennaio, è in azione un insieme di fattori che potrebbe sostenere in particolare l’Eurozona e le società europee: l’indebolimento dell’euro, i prezzi bassi del greggio, le politiche di bilancio neutrali/positive, il calo delle pressioni di riduzione della leva finanziaria, il margine per ulteriori investimenti, il potenziale di recupero per la spesa dei consumatori.
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Come nel 2014, nei prossimi mesi il sentiment probabilmente avrà alti e bassi. Dunque, per molti investitori attivi, il 2015 potrebbe presentare opportunità di investimento nei momenti di maggior volatilità dei singoli titoli. Ciò sarà certamente più probabile se in Europa la disinflazione si trasformasse in deflazione. Nei prossimi mesi, saranno pubblicati anche dati che sosterranno l’opinione dei più pessimisti, ma quei momenti andrebbero visti come un’opportunità per incrementare l’esposizione sui settori su cui si è più convinti.

Seppur molti potrebbero dissentire, riteniamo che il miglior aggettivo per le attuali valutazioni sia “ragionevole”, tenendo conto della fase del ciclo economico, anche se questa view si basa sulle premesse di una più ampia crescita degli utili. Su base aggiustata per il ciclo, il rapporto P/E per il mercato europeo è attualmente sotto i 15x contro un valore medio di lungo termine vicino ai 20x. Poiché questa misura utilizza la media dei profitti degli ultimi 10 anni, crediamo sia un’indicazione utile per l’attrattività del mercato, ipotizzando un livello degli utili normalizzato. Questa misura è allettante anche se comparata ad altri mercati avanzati: sulla stessa base, il Giappone e gli Stati Uniti scambiano a un P/E di 24x.

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