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Attenzione all'esuberanza irrazionale del mercato azionario!

Sui mercati azionari è ritornata la volatilità. Gli esperti di AXA Investment Managers mantengono una posizione sottopesata in azioni e neutrale sui tassi

di Edoardo Fagnani 30 set 2016 ore 10:18

Sui mercati azionari è ritornata la volatilità, dopo un'estate insolitamente tranquilla. Cosa aspettarci, quindi, nei prossimi mesi in uno scenario di questo tipo?
Gli esperti di AXA Investment Managers ricordano che i mercati sono attesa dell'esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, seguite dal referendum in Italia, che, tuttavia, non consentirà di riaprire la questione bancaria nel 2016.
In questo contesto gli esperti mantengono una posizione sottopesata in azioni e neutrale sui tassi, come dettagliato nella seguente analisi.

MANTENIAMO UNA POSIZIONE SOTTOPESATA IN AZIONI E RESTIAMO FIDUCIOSI SUL CREDITO
Le banche centrali continuano a rappresentare una forza dominante sui mercati: ma con la graduale chiusura delle politiche monetarie accomodanti, la reazione del mercato si farà sempre più volatile. Pur in assenza di notizie eclatanti, di fronte agli interventi meno aggressivi della BCE e della Banca del Giappone, i mercati obbligazionari hanno reagito bruscamente. Il segmento a lungo termine della curva dei Bund ha guadagnato circa 15 p.b., mentre i mercati azionari hanno riportato una correzione. Queste dinamiche mostrano semplicemente che i mercati si sono assuefatti alla liquidità.

Affronteremo dunque questi rischi:

  • una crescita più robusta significherebbe un calo della liquidità o peggio;
  • il timore che le banche centrali dubitino dell’efficacia della loro stessa politica potrebbe far deragliare i mercati, soprattutto le azioni che sono valutate oggi sulla base di uno scenario “perfetto”.

Suggeriamo pertanto di rimanere underweight in azioni
I mercati azionari hanno continuato a realizzare performance positive questa estate, in uno scenario di crescita stabile e a fronte di un costante aumento delle previsioni di crescita degli utili (misurata in base ai tassi di crescita a 12 mesi). Alle soglie della stagione degli utili del terzo trimestre, le stime di utile si sono attestate intorno al 10% su scala globale. Tuttavia, i dati pubblicati sulla crescita degli utili sono negativi. Di conseguenza, il mercato azionario globale scambia ben oltre un PE di 21 (utili dichiarati). Gli indicatori tradizionali segnalano che il mercato azionario americano (fattore molto importante per delineare la direzione dei mercati globali) è costoso. Lo Shiller P/E in questo momento scambia a un multiplo di 25 circa in previsione di utili stabili nel 2016 (Figura 4). L’ultima volta che abbiamo rilevato valutazioni così alte in un mercato al rialzo è stato all’inizio del 1992 e poi alla fine degli anni ‘90/inizio 2000, quando lo scoppio della bolla tecnologica fece crollare gli utili portando le valutazioni su livelli stratosferici. In previsione di una crescita del 10% (nei prossimi 12 mesi), i multipli a termine scenderebbero a 23, livelli ancora tirati. Per riportare le valutazioni entro una banda di deviazione standard di +/-1, la crescita degli utili deve salire oltre il 15%, un risultato che sembra ambizioso considerato lo scenario economico attuale1.

valutazioni-tirate-negli-stati-uniti-anche-nell-ipotesi-di-una-crescita-degli-utili-per-azione-del-10

A nostro giudizio, il recente andamento del mercato è il segnale di crescenti tensioni. Oltre all’ampliamento del divario degli utili e alle valutazioni elevate, i mercati hanno fatto affidamento sulla liquidità che ha favorito tutti gli stili di investimento, tranne quelli contrarian. Per questo motivo mettiamo in guardia contro l’“esuberanza irrazionale” del mercato azionario.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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