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Il 2020 sarà positivo come il 2019?

Diversi operatori si stanno ponendo questa domanda, dopo le indicazioni arrivate nelle prime sedue dell'esercizio. Importante analizzare lo scenario di riferimento

di Redazione Soldionline 22 gen 2020 ore 10:57

investimenti-2020_1Nel 2020 le principali asset class riusciranno a replicare le impressionanti performance messe a segno lo scorso anno?

Diversi operatori si stanno ponendo questa domanda, dopo le indicazioni arrivate nelle prime sedue dell'esercizio. Tra questi c'è anche Nadège Dufossé - Head of Asset Allocation di Candriam (società di gestione patrimoniale).

Secondo l'esperta, al momento è difficile fare un'analisi basata sulle previsioni; di conseguenza preferisce analizzare lo scenario di riferimento, come evidenziato nel report seguente.

 

Cosa possiamo aspettarci dai mercati finanziari dopo un anno che ha visto complessivamente performance positive per tutte le asset class?

Nel 2019 le diverse asset class hanno sorpreso gli investitori, con i titoli di Stato europei e statunitensi in rialzo di circa l’8% mentre le azioni dell'Eurozona e degli Stati Uniti sono salite di oltre il 20%. Anche il 2018 è stato un anno eccezionale… ma per le ragioni sbagliate - con i bond e le azioni che hanno entrambi perso terreno.

Nel complesso, nell'arco di due anni, l'S&P 500 ha guadagnato il 17%, contro il 4% per lo Stoxx 600.

 

Per il momento è difficile dire come sarà il 2020.

Esistono diversi scenari possibili, ma la maggior parte degli investitori, a nostro avviso, sta erroneamente puntando sulla strada della cautela. Che tipo di rendimenti ci aspettiamo per il 2020? È difficile fare un'analisi basata sulle previsioni; comprendere lo scenario è importante tanto quanto individuare delle cifre.

 

Il nostro scenario di base richiede una stabilizzazione, seguita da una graduale ripresa del ciclo produttivo. Inoltre, sarebbe necessario un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Si tratta di un'ipotesi fattibile, considerando che nel 2020 ci saranno le elezioni statunitensi. La crescita degli Usa dovrebbe attestarsi attorno al 2%, mentre la crescita europea dovrebbe stabilizzarsi intorno all'1%. Infine, i mercati emergenti dovrebbero mostrare una performance migliore rispetto al 2019.

Allo stesso tempo, non ci aspettiamo novità in termini di allentamento monetario: probabilmente nel 2020 la Federal Reserve abbasserà il tasso dei Fed Fund solo una volta. In Europa invece, un eventuale rallentamento economico potrebbe essere compensato da un allentamento fiscale, poiché è improbabile che un altro taglio dei tassi si dimostri molto efficace.

 

In questo scenario, i tassi dovrebbero stabilizzarsi e quindi aumentare leggermente una volta migliorati gli indicatori economici, mentre i titoli di Stato dovrebbero generare performance leggermente negative.

I rendimenti previsti sul mercato del credito sono deboli, con spread creditizi già notevolmente ridotti nel 2019.

 

Il premio al rischio sulle azioni resta interessante. Il rendimento previsto per il 2020 può essere considerato come la somma della crescita dell'Eps, del rendimento dei dividendi e della variazione della valutazione delle azioni. La crescita degli utili per azione potrebbe in qualche modo risultare positiva ma inferiore al consenso (circa il 9% per le azioni dei Paesi sviluppati). Il potenziale del rendimento dei dividendi è ancorato a un interessante 2-3%. La performance dell'anno dipenderà ancora una volta in modo significativo dall'evoluzione della valutazione dei multipli delle azioni. Nel 2019, il rally oltre il 20% dei mercati azionari statunitensi ed europei si è basato esclusivamente su un'espansione multipla equivalente. Nel 2020, ci aspettiamo un potenziale rendimento del 6-7% sui titoli dei Paesi sviluppati (MSCI World) e leggermente migliore per i mercati emergenti.

 

Il trend positivo delle valutazioni azionarie si basa innanzitutto sulla fiducia che gli investitori hanno in merito alla crescita futura.

Qualunque shock negativo che possa derivare dai risultati elettorali statunitensi, dalla ripresa delle tensioni geopolitiche o dai progressi eccessivamente lenti sui progetti europei potrebbe causare il ritorno di timori tra gli investitori e innescare un calo delle valutazioni azionarie.

 

Per il momento, i bassi tassi di interesse hanno fissato un livello minimo per qualsiasi potenziale rallentamento del mercato azionario, a meno che la probabilità di una recessione non aumenti drasticamente. Al contrario, in caso di shock positivo gli investitori potrebbero avere delle buone sorprese.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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