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Ancora orientati agli asset rischiosi

Dopo la forte correzione subita dai mercati azionari a inizio anno, gli investitori sembrano ora più fiduciosi sul futuro dell’economia mondiale

di Redazione Soldionline 19 apr 2016 ore 11:54

A cura di Pictet Asset Management

Dopo la forte correzione subita dai mercati azionari a inizio anno, gli investitori sembrano ora più fiduciosi sul futuro dell’economia mondiale. Date le scarse probabilità di un imminente rialzo dei tassi USA e l’iniziale stabilizzazione dell’economia cinese, condividiamo l’ottimismo sulle prospettive di crescita globale e abbiamo pertanto confermato il sovrappeso sulle azioni e il sottopeso sulle obbligazioni. Ma pur attendendoci una moderata espansione economica nel corso dell’anno, propendiamo per una maggior prudenza nelle prossime settimane alla luce della portata del recente rally. Abbiamo pertanto cercato protezione contro una possibile flessione del mercato ampliando l’esposizione ai Treasury USA a lunga scadenza. I nostri indicatori del ciclo economico suggeriscono che nel 2016 l’economia statunitense potrà conseguire una crescita modesta (+2% circa). L’attività del settore manifatturiero evidenzia segnali di stabilizzazione, la spesa al consumo mostra ancora una buona tenuta e le condizioni del mercato del lavoro restano favorevoli. Di conseguenza, il nostro modello proprietario stima una recessione degli Stati Uniti nei prossimi 12 mesi con una probabilità di appena il 10-15%, rispetto al 30% e oltre scontato dalle piazze azionarie. Riteniamo inoltre che l’aumento del CPI core (+2,3% in febbraio, il livello più alto in 7 anni) avrà vita breve, poiché non è legato a un’accelerazione dei costi salariali.
Nel corso dell’anno l’inflazione dovrebbe quindi restare nel range di tolleranza della Fed.

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Prevediamo invece un’espansione moderata per l’area euro, dove i consumi privati si confermano il primo motore dell’economia. L’attività industriale evidenzia dati contrastanti, mentre migliorano le previsioni sul credito: le ultime statistiche mostrano che in febbraio i prestiti alle società e alle famiglie del blocco europeo hanno registrato la crescita più consistente da fine 2011. Tuttavia, i nostri indicatori anticipatori suggeriscono una decelerazione. La ripresa della regione è inoltre favorita dal nuovo pacchetto di stimoli della BCE, che ha tagliato i tre tassi di interesse di riferimento e ampliato il programma di acquisto titoli a 80 miliardi di euro al mese, inserendovi le emissioni corporate di qualità elevata. L’autorità monetaria ha inoltre lanciato nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) destinate al settore bancario, che potrebbero dare forte impulso al credito dal momento che, in pratica, si trasferisce denaro alle banche affinché queste concedano prestiti a privati e aziende. Gli indicatori del Giappone dipingono un quadro meno convincente. L’inflazione dovrebbe confermarsi modesta poiché la politica dei tassi negativi adottata dalla Bank of Japan fatica a trasmettersi all’economia reale. I mercati nipponici sono stati penalizzati da ingenti deflussi di capitale estero in un’ottica di riduzione del rischio, e anche gli investitori locali hanno cercato rendimenti superiori oltreoceano. A nostro avviso, per scongiurare il rischio di deflazione della terza economia mondiale occorreranno ulteriori misure di sostegno, fra cui nuovi allentamenti monetari e stimoli fiscali da parte del governo.

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