NAVIGA IL SITO

Il 2015 ha segnato il picco ciclico degli attivi rischiosi?

E' una delle domande chiave per il 2016 degli analisti di UBS. Nessun mercato rialzista dura per sempre e nel 2015 si sono moltiplicati i timori che la corsa si sia esaurita

di Mauro Introzzi 4 dic 2015 ore 12:21

L’anno che sta andando in archivio sarà ricordato come un periodo di massimi per gli asset rischiosi? Se lo chiede UBS nel suo House View, rapporto nel quale ha anche tracciato un bilancio sul 2015 (Cosa ci ha insegnato il 2015 secondo UBS) e messo nero su bianco le proprie previsioni per il 2016 (L’outlook 2016 di UBS). L’istituto elvetico ha individuato sei domande chiave per il 2016, dalle cui risposte può dipendere l’andamento dei mercati finanziari nel 2016. La prima è proprio quella legata ai massimi dei mercati azionari e dei bond high yield.

Ecco cosa ne pensano gli analisti di UBS:

domanda_3Nessun mercato rialzista dura per sempre e nel 2015 si sono moltiplicati i timori che la corsa post-crisi degli attivi rischiosi si stesse finalmente esaurendo. La semplice durata della fase di ripresa ha alimentato il sospetto che fosse ormai giunta al capolinea: il mercato azionario statunitense guadagna terreno ormai da sette anni, il periodo più lungo dalla seconda guerra mondiale a non essere interrotto da un calo pari o superiore al 20%. Ad agosto e settembre la fiducia è stata scossa dall’apprensione per la crescita cinese, anche se potrebbe attestarsi in linea con le attese, secondo i dati ufficiali.

sp500-1982-2015

In genere, i rialzi degli attivi rischiosi non finiscono senza un motivo e ad oggi non si riscontrano i catalizzatori che in genere innescano un mercato ribassista.

Recessione economica? No. La crescita globale ha deluso le attese, come già da qualche anno a questa parte, ma solo di poco (3,1% contro le attese del 3,5%). Per il 2016 ci aspettiamo una modesta riaccelerazione dal 3,1% al 3,4%, grazie alla stabilizzazione dei mercati emergenti (nonostante l’ulteriore rallentamento della Cina) e al leggero aumento della spesa al consumo nelle principali economie sviluppate.

Recessione degli utili aziendali? No. Nel 2015 gli utili statunitensi sono stati temporaneamente depressi dal dollaro forte e dalle ripercussioni dei bassi prezzi del gas e del petrolio sulle società dell’energia. Questi impatti negativi dovrebbero attenuarsi nel 2016 (a fronte delle nostre previsioni di un deprezzamento del dollaro e di un rialzo del greggio nel corso dell’anno) e la spesa al consumo rimane robusta. Ci attendiamo un’espansione degli utili del 6–10%. Nelle altre regioni, l’accelerazione della crescita nell’Eurozona e in Giappone e le politiche monetarie estremamente accomodanti daranno sostegno ai profitti, mentre la stabilizzazione della congiuntura e dei prezzi delle materie prime dovrebbe alleviare le difficoltà dei mercati emergenti.

Stretta monetaria aggressiva? No. La Federal Reserve e la Bank of England dovrebbero alzare i tassi d’interesse, ma a un ritmo graduale. Nel 2015 entrambe le banche centrali hanno dimostrato di prendere le proprie decisioni in funzione dell’evolversi della situazione economica e, benché si preveda un aumento dell’inflazione nel 2016, gli istituti non dovrebbero reagire in modo aggressivo, dato che sono ancora in atto notevoli forze deflazionistiche strutturali.

Valutazioni a livelli di bolla? No. Il rapporto prezzo/utili (P/E) passati dell’MSCI All Country World Index è di 16,6 volte, rispetto alla media storica di lungo periodo di 17,6. Non si tratta di multipli convenienti, ma di certo siamo lontani dai livelli generalmente associati a una bolla sul punto di scoppiare, considerato che il P/E dell’indice ha toccato il punto massimo a 30,6 volte nel 2000.

Continueremo a monitorare con attenzione i dati pubblicati. Le recessioni sono difficili da prevedere e, in caso di accelerazione dei salari, i profitti societari potrebbero risentire di una contrazione dei margini reddituali, in particolare negli Stati Uniti. Allo stesso modo, un’impennata dei prezzi delle materie prime potrebbe costringere le banche centrali a intervenire. Si tratta però di rischi estremi e non di previsioni sulle quali basare le nostre decisioni d’investimento.

Sulla base di queste condsiderazioni UBS, in vista del 2016, continuerà a sovrappesare i mercati azionari, con una preferenza per l’Eurozona e il Giappone.

Tutte le ultime su: ubs , previsioni 2016
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Guide Lavoro

Chi e per cosa si può utilizzare NoiPA

NoiPA è la piattaforma digitale per la gestione del personale e degli stipendi del settore pubblico.

da

ABCRisparmio

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Cosa è e come si usa il cassetto fiscale

Il cassetto fiscale è un archivio online tramite il quale ogni contribuente può consultare qualsiasi informazione riguardante la propria posizione fiscale Continua »