I tassi negativi della Bank of Japan

La Bank of Japan ha deciso di addottare tassi negativi sulle riserve che le banche detengono presso la medesima Banca Centrale: una strada che la Bce aveva già imboccato mesi fa

Data News 29 gen 2016 - ore 09:12

di Redazione Soldionline

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO

1.     La mossa di stamattina della Bank of Japan.
La Bank of Japan addotta tassi negativi sulle riserve che le banche detengono presso la medesima Banca Centrale: una strada che la Bce aveva già imboccato da mesi. In Eurozona, la conseguenza è stata che oltre 1000 miliardi di obbligazioni in circolazione hanno oggi un rendimento negativo: mentre sul lato dell’economia reale, gli effetti ad oggi sono modesti. Due le ragioni per cui si è mossa la BoJ: contrastare la forza dello yen (che stamattina recupera infatti quota 120 contro USD) e reagire ai dati che peggiorano. Ieri mattina si è registrato un calo dello 1,1% delle vendite al dettaglio in Giappone, dato che conferma il calo dello 1,1% del mese precedente. La mossa della BoJ, al di là dell’impatto immediato, a nostro parere non modifica le prospettive del Giappone più di quanto i tassi negativi in Eurozona hanno inciso sulla situazione europea [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].
2.     Borse volatilità isterica. In ripresa la mattina, e poi in forte caduta nel pomeriggio, gli indici in Eurozona hanno attraversato una giornata isterica: con il DAX che scende “per il dollaro debole” e l’Italia che scende per “i Periferici deboli”. Poi in serata gli indici USA rimbalzano inseguendo il petrolio. E stamattina in Asia sale tutto, e quindi è probabile il rimbalzo in Europa. Insomma, è veramente un gran caos: è chiaro che quello che muove le Borse non è la Cina, e non  più il petrolio, ma non è ancora chiaro che cosa comanda. Le nostre ipotesi sono scritte nel Blog [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].
3.     Un rimbalzo petrolio che conseguenze avrebbe? Il balzo fino a 35$ del petrolio, ieri nel primo pomeriggio in Europa, era spiegato dalle voci di un accordo tra OPEC e Russia per tagliare la produzione del 5%. Le voci poi sono state smentite, ma in ogni caso il petrolio va a chiudere la settimana sopra 33%$, impensabile solo 15 giorni fa. La situazione è paradossale: il petrolio ha spinto tutte le Borse al ribasso, ma un suo rialzo adesso sarebbe un problema, alla luce di ciò che scriviamo al punto successivo [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].
4.     I beni durevoli e il GDP (e la Fed). La Federal Reserve mercoledì aveva “tirato indietro la mano” riconoscendo che l’economia Usa ha “rallentato” nella parte finale del 2015. Ieri è arrivato un dato, quello per i beni durevoli, che fa dire a qualche economista che nel quarto trimestre il tasso di crescita del GDP negli Stati Uniti che viene pubblicato oggi  potrebbe essere stato inferiore a zero. Un dato che alimenterà, in modo visibile, il dibattito sul “rischio recessione” [importante per: equity, obbligazioni e valute  (globale)].
5.     I risultati di Amazon e Microsoft. Della Tecnologia parliamo nella sezione che segue, dedicata alla Operatività  [importante per: equity, obbligazioni e valute  (globale)].

L’OPERATIVITA'

Amazon e la tecnologia USA: ci sono opportunità?
  In conclusione di questa settimana, dobbiamo osservare che il mercato ha dato poca importanza ai risultati della Tecnologia, perché distratto da fattori globali come la Cina ed il petrolio, e da fattori di politica monetaria (Fed e BoJ). Ma sarebbe un errore pensare che questa disattenzione duri a lungo: il mercato ritornerà su questi dati, e rivaluterà alla luce di questi dati l’intero settore della Tecnologia. Il dato di Amazon di ieri sera ha deluso, ma è uscito sopra le attese quello di Microsoft, che beneficia della diffusione delle attività di “cloud service”. Tornando alla valutazione del settore nel suo insieme: il tema dei FANG, i quattro titoli che da soli lo scorso anno hanno trascinato al rialzo l’indice S&P 500 (come vedete nel primo dei due grafici), quest’anno ha esaurito la sua spinta, come ci hanno raccontato le prime due settimane dell’anno (nel secondo grafico). Il quadro della tecnologia è a luci ed ombre, ma ci sono alcuni punti fermi: in particolare, la vendita di “hardware di consumo” non è più il fattore guida per il settore (smartphones in testa) mentre arrivano segnali positivi dalle realtà che sfruttano il potenziale del web e del cloud. La posizione operativa di Recce’d sul settore resta quindi da neutra a negativa.



L'ANALISI
Dalla Cina segnali di nervosismo dei mercati
. Chiudiamo la settimana tirando le somme: la Cina è per il momento in un vicolo cieco. La Banca Centrale ha inondato di liquidità il mercato nell’ultima settimana (come mai negli ultimi tre anni) anche per anticipare le richieste che arriveranno alle banche prima delle chiusure per il Capodanno cinese (che durano una settimana).  Allo stesso tempo, la Banca Centrale deve però ridurre la liquidità, per proteggere lo yuan dalla valutazione. Tutte queste tensioni non aiutano l’economia reale, che (come avete visto ieri) secondo stime occidentali cresce solo del 4% l’anno. In cima a tutto questo, c’è il noto problema della leva finanziaria, che è molto cresciuta ed in forme diverse: non solo il credito dalle banche, ma pure il credito dallo shadow banking, spesso garantito proprio coi titoli di Borsa. C’è quindi chi, come UBS, teme una spirale di vendite di titoli in Borsa, forzate proprio dalla discesa dei prezzi dei medesimi titoli.  “With thousands of companies pledging their own shares to get loans as stocks soared through mid-2015, the equity rout is forcing more of them to either provide extra collateral or sell holdings to pay back debts. Firms at risk of having to dump shares in the market following Tuesday’s selloff comprise about 8 percent of Chinese market capitalization, rising to almost 13 percent if equities decline by a further 10 percent. If China’s stock market continues to fall, equity pledging-related selling pressure could increase significantly, putting further pressure on the stock market."




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