In una fase di uscita dalla recessione come quella attuale i timori la fanno da padrone e l’unica cosa che potrebbe far cambiare le cose è il ritorno di fiducia
Sappiamo oramai che la disoccupazione è la chiave per capire quando ci potrà essere una svolta decisiva nella politica dei tassi e quindi nell’economia globale
Non si è ancora pronti a vedere reazioni su dati macroeconomici (a meno che stupiscano), ma su commenti su aspettative di exit strategies, tassi di interesse e misure di sostegno
La mancanza di dati importanti e il Veteran’s day negli USA hanno fatto si che la giornata di ieri sia stata una delle sedute di trading più tranquille degli ultimi tempi
Il mercato dei cambi non mostra grosse novità a parte uno storno delle sterline avvenuto nella notte senza apparentemente notizie a sostegno. In mattinata la pubblicazione dello ZEW
La disoccupazione al 10,2% potrebbe gravare sulla fiducia dei consumatori ora che siamo a ridosso degli acquisti natalizi. I mercati invece hanno “snobbato” il dato sulla disoccupazione
Dopo il meeting del Fomc lo scorso mercoledì, che come sappiamo ha confermato tassi bassi per un “periodo eccezionale”, abbiamo assistito a vendite di dollari e di yen giapponesi
Il FOMC manterrà i tassi stabili ancora per tempo, in modo da monitorare le condizioni dell’economia. Il subbuglio del mercato del lavoro USA tiene la Fed sotto scacco
E ora l’attenzione si sposta sulle Banche Centrali, che si incontreranno tutte questa settimana. Si parte con la Fed in serata che dovrebbe, senza troppe sorprese, mantenere i tassi fermi a 0.25%, prodigarsi nei soliti commenti di rito
Per il secondo mese di fila, la Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi di interesse principali. Come un ariete, la RBA rompe dallo scenario di quantitative easing e fa da “pioniere”
Tremenda volatilità: ecco il termine giusto per identificare gli eventi che hanno caratterizzato il mercato FX negli ultimi giorni della scorsa settimana. In crescita anche il VIX
Per la prima volta dal mese di dicembre del 2007, mese in cui iniziò ufficialmente quella che unanimente viene ormai definita la peggiore crisi dal 1929, il PIL della più grande economia mondiale torna a crescere
Tutti i movimenti visti negli ultimi giorni ci sembrano vere e proprie prese di profitto. Ci troviamo con il petrolio a 77$, l’oro a 1.030$, il Dow che ha chiuso sotto quota 10mila e l'obbligazionario che sembra essere il vero driver
Chiedeteci quanto durerà la correzione e vi risponderemo “un pò”. Ma non possiamo ancora parlare di inversione
I mercati azionari hanno cominciato una correzione, le materie prime stanno cominciando a tirare un po’ il fiato
Siamo abituati a vedere il greenback sotto pressione e quindi apriamo con uno sguardo alla “povera” sterlina
Yen a ribasso; Dollaro a ribasso e carry trade a rialzo. La settimana di utili aziendali può fare anche questo!
Il Beige Book non fa altro che confermare l’attuale stato che vede il settore immobiliare Usa in crisi
I costruttori negli USA sentono ancora il colpo; e le aziende pure. Le aspettative forse si sgonfieranno
Il petrolio ha superato quota 80 dollari al barile mentre il greenback prosegue la sua inesorabile discesa
Dal punto di vista psicologico, il mercato sembra sempre più sospettoso che dietro l’angolo ci sia una correzione
Continua oggi il rally nei cambi “ad alto beta” (leggi carry trade) e Aussie e Kiwi consolidano i guadagni
Nella sessione di ieri, il Dow Jones ha raggiunto quota 10,000 per la prima volta da un anno a questa parte
Partiamo dalla BOJ: tassi invariati allo 0,1% e nessuna indicazione chiara sul termine del piano di acquisti
Vorremmo poter scrivere di qualcos’altro, e invece il tema continua ad essere la debolezza del dollaro
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