Il popolo guidato da Umberto Bossi si è riunito sul pratone di Pontida nonostante il tempo inclemente. Il capo supremo ha arringato i suoi coi temi a loro cari, i colonnelli hanno calcato la mano prospettando la secessione se non si arriva in tempi ragionevoli ad un vero federalismo.
Nel governo la voce di Gianfranco Fini ha fatto da controcanto accusando i leghisti di attentare all’unità della nazione.
La Padania non esiste e mai è esistita, è vero, ma non è detto che non possa esistere. Molte cose ieri non c’erano ed oggi ci sono. Anche l’Unione Sovietica sembrava inossidabile ma poi è evaporata come neve al sole dando vita ad una nuova identità.
Ritengo ormai giunta l’ora di fare una riflessione seria e ponderata, non ci si può attaccare al passato per arginare il nuovo che avanza. Forse non piace a molti ma la Padania, oggi, rappresenta il nuovo, mentre l’Italia, per come la conosciamo adesso, rappresenta il vecchio. E il vecchio è destinato prima o poi a morire.
Dunque è inutile fare la guerra al nuovo, meglio piuttosto governare il cambiamento. L’intelligenza ed il buon senso dovrebbero illuminare chi presiede le istituzioni in modo da ottenere, col nuovo, un miglioramento generale.
E ancora, se proprio i Padani vogliono autodeterminarsi e fondare una loro Nazione, perché mai non dovrebbero farlo? Quanti sono i Popoli che ancora combattono per un riconoscimento Internazionale e sono da noi appoggiati?
Potrebbe essere molto semplice risolvere la questione, ci sono strumenti come il referendum popolare per comprendere la direzione che i cittadini, democraticamente, vogliono prendere.
E ai meridionali ricordo che non è il leghista il nemico del Sud, il meridione d’Italia fu conquistato con una vera e propria invasione militare. Oggi al Sud viene data l’opportunità di liberarsi dell’invasore, dovrebbe prendere la palla al balzo. Trattenere il coniuge che vuole andarsene è una perdita di tempo, se il matrimonio Nord-Sud è destinato a sciogliersi, meglio farlo in tempi brevi e civilmente.
Lo Stato è un insieme di territorio, popolo e regole, se un’area del Nord Italia vuole staccarsi e chiamarsi Padania, che problema c’è? Chi è così affezionato al nome Italia e al tricolore se lo può tenere. Si ridisegnano i confini e amen.
Non vedo particolari problemi a ripensarsi e ricostituirsi, ci sono tante forme, Stato Federale, Confederazione di Regioni, Stati sovrani indipendenti.
La coesione sociale non è messa in discussione, come affermano molti, dal ridisegno dello Stato ma è messa in discussione dall’aumento delle diseguaglianze; al contrasto di queste ultime dovrebbero essere dedicati gli sforzi dei candidati alla guida della Nazione.






Bossi Pietro dice:
21 ott 2011 alle 07:22Poverino avrà preso il rafreddore.E’ vero che la Padania esiste ma è anche vero che certe persone debbano lasciare ai più givani volenterosi e non casinisti e criminali le redini del paese per poter risolvere certe anomalie dell’ Italia.Ricordiamoci un vecchio detto Padano ( Gallina vecchia fà buon brodo,ma dal gallo non si ricava nulla è da buttare.)