Mentre la monnezza di Napoli quotidianamente tiene la scena su giornali e Tg è stato dato poco risalto all’inchiesta della magistratura sugli affari derivanti dalla produzione di energia negli inceneritori del gruppo Scotti. Si quello del riso; l’azienda aveva messo su la Scotti Energia per ricavare profitto nel bruciare la “lolla”.
È uno scarto ricavato dalla lavorazione del riso, e l’energia prodotta bruciandola è assimilabile a quella prodotta con altre fonti rinnovabili. Dunque tra il 2005 e il 2009, secondo la Procura della Repubblica di Pavia, il GSE avrebbe indebitamente…» leggi tutto





