La notizia sta rimbalzando da un po’ di tempo su vari quotidiani, pare che un sagace e giovane imprenditore abbia deciso di mettere su un’azienda di produzione di latte di Bufala per soddisfare la richiesta della preziosa materia prima da parte dei produttori di mozzarella di bufala campani.
La notizia conferma che, nonostante i casi di inquinamento da diossina, la mozzarella di bufala è sempre più richiesta dai consumatori al punto che le quantità di latte prodotte nei territori canonici non basta più. In Brasile, invece, c’è territorio in abbondanza e costi di gestione delle mandrie decisamente più bassi.
Due più Due fa quattro e, potenza della tecnologia di conservazione degli alimenti e della globalizzazione dei mercati fra poco sarà possibile avere Mozzarella di Bufala “carioca”.
L’azienda Brasiliana ha un ambizioso programma di esportazione, forte degli oltre 2.000 capi che pascolano su un’area di 80mila ettari conta infatti di riuscire a piazzare ventimila chili di latte congelato al giorno presso i caseifici Campani.
La associazioni di categoria sono in allerta e chiedono che l’indicazione dell’uso di latte importato venga dichiarato in etichetta.
In realtà il disciplinare che regola la produzione del gustoso formaggio fresco denominato “Mozzarella di Bufala Campana” prevede espressamente che il latte deve essere di Bufala Intero e Fresco proveniente da capi allevati in specifiche aree di alcune province Campane e Laziali, che gli allevamenti devono essere strutturati secondo gli usi locali con animali originari della zona, che il latte deve essere consegnato ai caseifici entro la sedicesima ora dalla mungitura.
Il latte, inoltre, deve possedere titolo in grasso minimo del 7% ed essere opportunamente filtrato e riscaldato e la trasformazione avvenire entro le 60 ore dalla consegna del latte.
Il marchio DOP viene riconosciuto solo ed esclusivamente ai produttori che adottano scrupolosamente il disciplinare e questo dovrebbe mettere al riparo il consumatore che, acquistando Mozzarella etichettata come “Mozzarella di Bufala Campana DOP”, è certo di gustare il prezioso formaggio ottenuto da latte delle ancor più preziose Bufale nostrane.
L’invito è rivolto adesso ai controllori affinchè, nell’interesse di consumatori e produttori onesti, sia garantita l’applicazione di tutte le regole e repressi tutti i facili tentativi di sofisticazione.
Un’altra riflessione nasce da questa storia ed è che, evidentemente, l’Italia ha tante di quelle potenzialità mal espresse e che è proprio su questi temi che la politica dovrebbe puntare, con programmi che aumentino il potenziale di prodotti unici e globalmente apprezzati.
Anziché comprare noi il latte Brasiliano, non sarebbe meglio vendere le vere Mozzarelle di Bufala, che so, ai Cinesi?
Quanti milioni di chili l’anno potremmo esportare laggiù?
Altro che Fabbrica Automobili Pomigliano.








Stefania dice:
06 ago 2010 alle 09:52Stia tranquillo, fra poco NON ci sarà la mozzarella di bufala carioca.
Mi perdoni se la contraddico, ma c’è un particolare che le è sfuggito: il Brasile non può esportare latte nella comunità europea poichè non soddisfa i requisiti imposti per l’export verso l’UE, in particolare il Brasile per il latte manca di un piano nazionale residui che garantisca il prodotto, quindi in UE il latte brasiliano non può entrare.
Riporto anche un link.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/caserta/notizie/cronaca/2010/30-luglio-2010/latte-brasiliano-mozzarelle-bufalail-ministero-stop-import-fuorilegge-1703492248579.shtml
Cordiali saluti
alessandro di napoli dice:
07 ago 2010 alle 10:44Grazie a Stefania per il contributo alla notizia, ma oltre alla preoccupazione per le sofisticazioni alimentari ( anche se è vietato l’import di latte non è detto che qualcuno non ci provi con triangolazioni varie )l’articolo affronta il problema dei controlli mentre l’invito è allo sviluppo dell’export dei migliori prodotti Italiani come spinta propulsiva alla crescita del paese.
Cordiali saluti