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Tango Bond, obiettivo raggiunto!

Al termine dell’offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001, le adesioni all’operazione hanno raggiunto il 66% dei titoli coinvolti

di Edoardo Fagnani 25 giu 2010 ore 14:01
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Tango bond
Il ministro dell’Economia argentino, Amado Boudou, ha dichiarato che al termine dell’offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001, le adesioni all’operazione hanno raggiunto il 66% dei titoli coinvolti. Il paese sudamericano ha superato il target del 60% fissato all’inizio dell’offerta. Secondo quanto riportato da alcune agenzie, il ministro dell’Economia argentino, avrebbe negato l’intenzione di procedere con una nuova proroga della scadenza dell’offerta.
Il Corriere della Sera di giovedì 24 giugno ha segnalato che 75mila risparmiatori italiani non avrebbero aderito neppure alla seconda offerta. Per questi investitori non resta che aspettare l’esito dell’arbitrato promosso dalla TFArgentina.

Parmalat
Affari&Finanza, l’inserto del lunedì del quotidiano La Repubblica, ha ricordato che con l’accordo trovato con Unicredit, gli obbligazionisti Parmalat facenti capo al comitato creditori del Gruppo San Paolo potranno arrivare a recuperare il 72% dell’investimento. Il settimanale ricorda che la chiusura dell’operazione è fissata per il mese di settembre, mentre i soldi arriveranno a fine 2010.
Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 20 maggio BlackRock ha incrementato la partecipazione nel gruppo di Collecchio, portandola dal 5,058% al 6,823%. Il fondo statunitense detiene la partecipazione in gestione del risparmio, attraverso alcune sue controllate.

General Motors – Ford
Il Sole 24 Ore e MF di giovedì 24 giugno hanno dato risalto alla possibilità che General Motors possa anticipare il ritorno a Wall Street. Il colosso automobilistico statunitense, infatti, starebbe valutando la possibilità di ritornare in borsa entro il mese di novembre, anticipando di alcuni mesi la precedente scadenza, indicata all’inizio del 2011. Secondo quanto scritto sui quotidiani finanziario, già la prossima settimana General Motors potrebbe presentare alla SEC (l’organo di vigilanza dei mercati azionari statunitensi) il piano dettagliato per il progetto di quotazione a Wall Street. Inoltre, il colosso automobilistico avrebbe già scelto i consulenti finanziari per l’operazione, che dovrebbe consentire al Tesoro degli Stati Uniti (l’attuale azionista di maggioranza di GM) di raccogliere una cifra compresa tra i 10 miliardi e i 15 miliardi di dollari.
Gli analisti di UBS hanno deciso di abbassare da 16 a 15 dollari il loro target price sul titolo Ford. Invariato il rating, che rimane "buy" (acquistare).

Saflo
Gli analisti di Citigroup hanno migliorato il giudizio su Safilo, portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere). Gli esperti hanno alzato a 9 euro il target price sul titolo.
Banca Leonardo ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 10,6 euro a 11 euro, in seguito a uno scenario più favorevole sui tassi di cambio. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

It Holding
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore e MF di giovedì 24 giugno la società toscana Evanthe si sarebbe aggiudicata il controllo del marchio Malo. L’azienda toscana è guidata da Lorenzo Polvani, in precedenza in forza al gruppo Prada.
Secondo quando riferito dall’agenzia Reuters sarebbero pervenute quattro manifestazioni di interesse non vincolanti per rilevare il controllo di Ittierre. Gli interessati sarebbero Investitori Associati, il gruppo industriale Albisetti, il fondo di investimento di diritto inglese gestito in Italia da Marco Lippi e una cordata formata dall'imprenditore Maurizio Borletti e dalle banche che detengono obbligazioni It Holding. Le offerte vincolanti dovranno pervenire entro il 2 agosto. L’agenzia stampa ha segnalato che per il marchio Gianfranco Ferrè sarebbero pervenute diverse offerte tra cui il fondo Palladio e numerosi gruppi stranieri. In questo caso le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 6 luglio.

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