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Tango bond, arrivano le sentenze di appello

Il Sole 24 Ore di martedì 6 gennaio riporta la notizia che nei prossimi mesi partiranno le sentenze di appello promosse dagli istituti di credito condannati a risarcire i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni della Repubblica Argentina. Un aggiornamento sulla situazione di Alitalia.

di Edoardo Fagnani 9 gen 2009 ore 14:15
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:




Tango bond

Il Sole 24 Ore di martedì 6 gennaio riporta la notizia che nei prossimi mesi partiranno le sentenze di appello promosse dagli istituti di credito condannati a risarcire i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni della Repubblica Argentina, andate in default nel 2001. A questo proposito il quotidiano riporta la notizia che il Tribunale di Venezia ha condannato la Cassa di risparmio di Venezia a risarcire per 1,1 milioni di euro una coppia di risparmiatori che avevano investito quasi tutto il loro patrimonio nei titoli emessi dal paese sudamericano. Secondo i giudici la banca non aveva fornito tutte le indicazioni sui rischi derivanti da un investimento di questo genere.

Alitalia
In un'intervista al settimanale l'Espresso il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi spiega, tra le altre cose, cosa dovrebbe succedere ad azionisti e obbligazionisti della vecchia compagnia aerea una volta che sarà concluso il commissariamento. Per quanto riguarda gli azionisti l'ex ministro ha puntualizzato che il Ministero del Tesoro "ha promesso un indennizzo attingendo al fondo dei conti correnti dormienti". Gli obbligazionisti, invece, dovrebbero essere "più tutelati" degli azionisti. Per primi verranno saldati quelli che hanno continuato a rendere servizi durante il commissariamento.
Secondo alcune indiscrezioni, non ci sarebbe alcuna preclusione del governo italiano a un’eventuale alleanza tra Alitalia e AirFrance-KLM. Inoltre, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che Lufthansa non ha presentato alcuna offerta per rilevare una partecipazione in Alitalia. La stessa Lufthansa ha ufficializzato questa indicazione. La società tedesca ha dichiarato che è focalizzata solo sulla collaborazione in Star Alliance. Tuttavia, i vertici di Lufthansa non escludono la possibilità di presentare un’offerta in futuro. Inoltre, il presidente del Consiglio ha ribadito che le trattative con AirFrance-KLM sono in fase avanzata, ma ha precisato che se arriverà un’offerta più vantaggiosa da Lufthansa sarà valutata dai nuovi azionisti di Alitalia.

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Silvano mercoledì, 21 gennaio 2009

I CAPITALI TOSSICI HANNO INFESTATO TUTTO

Non è possibile che vengano venduti titoli obbligazionari ad ignari risparmiatori, sapendo che l’emittente non può più onorare ne gli interessi ne il capitale essendo in procinto di fallire!

Non è possibile che titoli emessi dall’Argentina e riservati alle banche, per scaricarne il rischio di fallimento vengano rifilati alla clientela retail delle banche stesse. Tali risparmiatori ancora oggi ne subiscono le conseguenze avendo in mano soltanto carta straccia, titoli infetti, per aver messo capitale a disposizione degli altri!

Le responsabilità pesanti relative alla negoziazione dei crediti subprime da parte delle banche, insieme alle decisioni dei politici volte ad eliminare le regole adottate dopo la crisi del 1929, hanno creato le attuali disastrose conseguenze economiche e finanziarie.

Diciamo intanto che l’economia reale si regge sull’etica, quella PRATICATA, non su quella che finisce nella bella parola “ETICA!” Poi che il credito va ripensato radicalmente considerando il risparmio insieme al lavoro la vera forza economica da garantire, da mai deludere con promesse vane, senza fondamento, costruite su pacchetti di titoli fasulli (senza garanzia) o sulle catene di Sant’Antonio (caso Madoff), perché la fiducia nasce da garanzie reali fondate su risparmi che scaturiscono da privazioni e sacrifici di lavoratori, risparmiatori, contribuenti!

Non è riabilitante agli occhi dell’opinione pubblica attendere che un giudice condanni la banca al dovere mancato. Quando si commette un errore lo si deve ammettere altrimenti resta sempre vivo e vegeto marchiando a fuoco l’autore.

Purtroppo la situazione incresciosa ed infinita in cui le banche hanno affossato i risparmiatori italiani, vittime della frode gigantesca relativa al credito facile, ottenuto dall’Argentina con emissioni di titoli che agli ignari ed onesti risparmiatori non dovevano essere venduti, è ancora da risolvere. Tale frode è in conflitto di interesse perché le banche hanno caricato sui propri clienti il rischio della insolvibilità argentina, ben evidenziato dalle “offering circular” che destinavano ad investitori istituzionali l’acquisto di quei titoli.

I risparmiatori italiani sono stati traditi dalle banche le quali non hanno avuto il coraggio di affrontare il rischio del fallimento argentino e lo hanno caricato sulle spalle dei loro clienti. Inoltre è nella violazione, sui contratti di vendita titoli, della regola di “NON ASTENERSI DAL RENDERE NOTO” e nel “DOVERE DI INFORMARE”, momento centrale di protezione del risparmiatore dal rischio di abusi nella gestione del suo patrimonio, che si è rinvenuta la negligenza delle banche.

La nuova finanza dovrà tener conto che per molti, troppi anni, le borse hanno trattato capitali veri insieme a quelli fittizi. I capitali “TOSSICI”, come dicono finalmente ora gli americani, hanno infestato tutto, sono stati venduti a piene mani da broker come Madoff, tanto la fregatura qualcuno l'avrebbe presa, ovunque e globalmente. (bella gente quella come Madoff)

La sfida che attualmente assilla la mente degli addetti ai lavori è proprio questa:

come ripulire i mercati dai virus finanziari?
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