Tango Bond, altre sentenze a favore dei risparmiatori
Plus riporta la notizia delle cause vinte da alcuni risparmiatori contro gli istituti di credito. Fine settimana ad alta tensione su Alitalia. Focus anche su Parmalat e It Holding.
di La redazione di Soldionline 25 mar 2008 ore 12:21
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate sulle società italiane che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.
Ecco le notizie presenti sulla stampa lo scorso week-end e nella giornata odierna, 25 marzo:
(Tango Bond;Alitalia;Parmalat;It Holding)
Tango Bond
Plus, l'inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, riporta la notizia delle cause vinte da alcuni risparmiatori contro gli istituti di credito, che avevano consigliato agli stessi di acquistare obbligazioni argentine alcuni anni prima del default avvenuto nel 2001. La motivazione di queste sentenze è nella mancata informativa della rischiosità di questi titoli. Lo stesso settimanale riporta le dichiarazioni dell'avvocato di Formia, Angelo Castelli, che ha seguito 120 cause intentate dai risparmiatori contro gli istituti di credito. L'avvocato ricorda di aver vinto gran parte di queste cause in tempi relativamente brevi. Tuttavia, la maggior parte delle banche ha presentato ricorso contro queste sentenze. A questo punto i tempi potrebbero allungarsi per avere le sentenze nel secondo grado di giudizio.
Alitalia
Fine settimana ad alta tensione su Alitalia. La compagnia aerea italiana è ormai nell'occhio del ciclone, anche perché il mondo politico ha catalizzato l'attenzione sulla questione. I riflettori sono puntati sulla cordata guidata da imprenditori italiani, ipotizzata da Silvio Berlusconi, che dovrebbe affiancare Carlo Toto per presentare un'offerta alternativa a quella di AirFrance-KLM. Le incognite sulla costituzione di questo consorzio sembrano ancora molte. Lo scontro politico è acceso anche sulle risorse rimaste nelle casse di Alitalia. Secondo alcuni esponenti politici basterebbero solo per poche settimane. Per altri sarebbero sufficienti per arrivare alla fine dell'anno.
Da parte sua AirFrance-KLM prosegue i colloqui con i sindacati per ottenere entro la fine di marzo il via libera alla propria offerta per rilevare il controllo di Alitalia. Secondo quanto riportato dalla stampa la compagnia aerea francese potrebbe decidere di allungare i tempi fino alla metà di aprile.
Parmalat
Plus riporta la notizia della sentenza del tribunale di Bologna che ha condannato Deutsche Bank a risarcire alcuni clienti (assistiti da Confconsumatori) che nel luglio del 2003 avevano acquistato obbligazioni emesse da Parmalat. L'acquisto dei titoli era avvenuto per conto proprio e fuori mercato. Il tribunale ha evidenziato che il contratto di acquisizione non specificava la tipologia di titolo comprato, ma si limitava a indicare un generico "bond Parmalat". L'avvocato che ha seguito la vicenda ricorda che a dicembre, in concomitanza con il quinto anniversario del crack della vecchia Parmalat, scatterà la prescrizione dell'azione civile. Plus, quindi, ricorda che coloro che hanno acquistato i bond emessi dal gruppo di Collecchio tra il marzo e il dicembre del 2003 ha solo pochi mesi per promuove una causa. Intanto, Deutsche Bank ha contestato la sentenza emessa dal tribunale di Bologna e si prepara a presentare appello.
Intanto, i principali quotidiani nel week-end hanno scritto che è stata presentato un'unica lista di candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Parmalat. La lista è quella presentata da Lehman Brothers che ha ricandidato l'attuale amministratore delegato, Enrico Bondi, e tutti i consiglieri uscenti. Il voto per il novo consiglio di amministrazione è in programma per la prossima assemblea degli azionisti che si riunirà a metà aprile.
It Holding
It Holding ha precisato che non ci sono novità a livello operativo, tali da giustificare l'andamento del titolo nelle ultime settimane. Il management della società ha confermato la propria fiducia nel rispetto degli obiettivi del piano industriale 2008-2010 presentato alla comunità finanziaria in giugno scorso. Infine, i vertici hanno ribadito che non sono all'esame operazioni societarie straordinarie e l'azionista di riferimento non sta effettuando operazioni sul titolo.
Per richieste, commenti e suggerimenti, scrivete a: edoardofagnani@soldionline.it



Le banche condannate per negligenza!
LA GIUSTIZIA SARA’ UGUALE PER TUTTI QUANDO . . . . .
Le responsabilità pesanti relative alla negoziazione dei crediti subprime da parte delle banche, insieme alle decisioni dei politici volte ad eliminare le regole adottate dopo la crisi del 1929,
hanno creato le attuali disastrose conseguenze economiche e finanziarie.
Diciamo intanto che l’economia reale si regge sull’etica, quella PRATICATA, non su quella che finisce nella bella parola “ETICA!” Poi che il credito va ripensato radicalmente considerando il risparmio insieme al lavoro la vera forza economica da garantire, da mai deludere con promesse vane, senza fondamento, costruite su pacchetti di titoli fasulli (senza garanzia) o sulle catene di Sant’Antonio (caso Madoff), perché la fiducia nasce da garanzie reali fondate su risparmi che scaturiscono da privazioni e sacrifici di lavoratori, risparmiatori, contribuenti!
Il Sole 24 Ore di martedì 6 gennaio riporta la notizia che nei prossimi mesi partiranno le sentenze di appello promosse dagli istituti di credito, condannati a risarcire i risparmiatori che avevano investito in obbligazioni della Repubblica Argentina. Non è riabilitante agli occhi dell’opinione pubblica attendere che un giudice condanni la banca al dovere mancato. Quando si commette un errore lo si deve ammettere altrimenti resta sempre vivo e vegeto marchiando a fuoco l’autore. Purtroppo la situazione incresciosa ed infinita in cui le banche hanno affossato i risparmiatori italiani, vittime della frode gigantesca relativa al credito facile, ottenuto dall’Argentina con emissioni di titoli che agli ignari ed onesti risparmiatori non dovevano essere venduti, è ancora da risolvere. Tale frode è in conflitto di interesse perché le banche hanno caricato sui propri clienti il rischio della insolvibilità argentina, ben evidenziato dalle “offering circular” che destinavano ad investitori istituzionali l’acquisto di quei titoli. I risparmiatori italiani sono stati traditi dalle banche le quali non hanno avuto il coraggio di affrontare il rischio del fallimento argentino e lo hanno caricato sulle spalle dei loro clienti. Inoltre è nella violazione, sui contratti di vendita titoli, della regola di “NON ASTENERSI DAL RENDERE NOTO E MANCANZA DI INFORMAZIONI”, momento centrale di protezione del risparmiatore dal rischio di abusi nella gestione del suo patrimonio, che si è rinvenuta la negligenza delle banche.
“La Giustizia sarà uguale per tutti” quando i contratti di negoziazione sottoscritti e gli ordini di acquisto verranno dichiarati nulli e le banche intermediarie condannate al risarcimento dei danni.
Il risparmio non va mai tradito e le banche vengono condannate per la loro negligenza!