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Strategie a difesa del portafoglio

Analizziamo l’andamento dei mercati europei rispetto al resto del mondo, per verificare quali macro settori stiano già scontando scenari negativi e quali no

di Redazione Soldionline 7 nov 2011 ore 11:11
Articolo a cura di JCAssociati.it

Strategie a difesa del portafoglio: un analisi dei macro settori dei mercati finanziari
Analizziamo l’andamento dei mercati europei rispetto al resto del mondo, per verificare quali macro settori stiano già scontando scenari negativi e quali no

Gli sforzi delle autorità europee di risolvere la crisi dell’Euro, rappresentano certamente un aspetto positivo delle recenti evoluzioni della situazione. Se non altro si è passati da una sorta di “negazione del problema”, ad un atteggiamento più pragmatico da parte dei principali attori coinvolti (essenzialmente i capi di stato tedesco e francese).
Come dimostrano gli eventi degli ultimi giorni però, il fatto però che dopo molte settimane di incertezza si sia giunti ad un accordo di compromesso, con numerosi aspetti di dettaglio da definire e diversi punti condizionali, primi fra tutti l’approvazione da parte del parlamento tedesco e i possibili effetti sul Rating della Francia e in ultimo il referendum appena annunciato dalla Grecia, mantiene a nostro avviso intatta la necessità di individuare strategie difensive che, se da un lato possano risultare “vincenti” qualora si inneschino gli scenari più pessimisti, dall’altro non siano troppo penalizzanti se invece si andrà verso una soluzione condivisa e indolore.

E’ chiaro per esempio che il più classico degli investimenti “rifugio”, quello di obbligazioni tedesche a tasso fisso e lunga scadenza (cioè decennale), presenta oggi un rapporto rischio/beneficio abbastanza poco appetibile. A fronte di un incremento di valore che si può quantificare nel 10%-15% se si verificasse lo scenario più pessimista (corrispondente ad un rendimento del 0,76%-0,28%), è ipotizzabile una perdita decisamente superiore (corrispondente ad un rendimento del 2,90%-3,60%) se invece ci sarà soluzione positiva.

In quest’ottica l’obiettivo è quello di individuare possibili disallineamenti del mercato, che possano consentire un rapporto rischio/beneficio più favorevole nei due scenari estremi. Abbiamo quindi verificato l’andamento dei tre principali mercati finanziari: quello azionario, quello obbligazionario e quello valutario, dall’inizio della crisi dell’Euro circa due anni fa (abbiamo considerato la data del 1° gennaio 2010).

Mercato azionario
Come mostra il grafico successivo, l’andamento del listino europeo (abbiamo considerato l’Eurostoxx 50) è stato negativo sia in termini assoluti, sia relativamente all’S&P500 statunitense, sia relativamente all’MSCI World.

Indici azionari

indici-azionari
Elaborazione JC & Associati SIM

La differenza di 25 punti percentuali con il MSCI World e UK FTSE 100 e di oltre 32 con l’S&P500, aumentata progressivamente nel corso degli ultimi 18 mesi, evidenzia che il mercato azionario sta evidentemente già scontando, almeno in parte, un epilogo potenzialmente non positivo della crisi dell’Euro. L’unico listino “vicino” a quello europeo è il Nikkei 225, che però è ancora gravato dalle conseguenze del terremoto di pochi mesi fa.

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