Spunti positivi dai mercati azionari
Nelle ultime 3-4 settimane si è assistito ad un generale “rasserenamento” dei mercati, con recuperi (anche significativi) dei listini azionari ed una decisa riduzione degli spread di rendimento e del costo dei CDS, soprattutto degli emittenti bancari e finanziari (si veda in proposito il nostro pezzo successivo).
di La redazione di Soldionline 8 mag 2008 ore 09:59Le motivazioni di questo generale recupero sono principalmente legate alla convinzione che "il peggio sia passato", almeno per quanto riguarda la crisi di liquidità che ha colpito soprattutto il sistema bancario (il c.d. credit crunch)
Se questa supposizione dei mercati è esatta, dovrebbe aver avuto effetto anche sul mercato interbancario dei depositi, il mercato cioè dove i grandi istituti finanziari si prestano reciprocamente liquidità a breve termine (senza garanzie), per bilanciare i reciproci sbilanci di cassa.
Proprio su questo mercato infatti si evidenziarono fin da subito i gravi effetti della crisi esplosa la scorsa estate, con un fortissimo incremento dei tassi richiesti dalle banche per prestare liquidità ad altri istituti (il c.d. overnight).
Andiamo quindi a verificare come si è mosso il tasso Euribor a brevissimo termine. Per effettuare questa valutazione abbiamo considerato il tasso Euribor/Libor a 3 mesi (il tasso overnight infatti è eccessivamente volatile), confrontato con i tassi di rendimento dei titoli di stato a 3 mesi, che rappresentano il livello "risk free". Ovviamente maggiore è la differenza maggiore è il rischio percepito dagli istituti "prestatori", indice quindi di un generale malessere e sfiducia nel sistema bancario. Vediamo quindi l'andamento dei tassi nei principali mercati.
Euro
Come si può notare siamo vicini ai massimi di fine marzo (+1% circa), lontani invece i livelli dalla situazione pre-crisi, con un differenziale di 0,15%-0,25% (scala sinistra). I tassi a brevissimo termine sull'interbancario sono quindi ancora estremamente elevati (scala destra), quasi +1% sopra i tassi della BCE e i rendimenti dei titoli di stato, segno che le banche e gli investitori sul mercato monetario non hanno ancora riacquistato fiducia nella solvibilità del sistema.
USD
Anche in USA la situazione del mercato interbancario e dei tassi a brevissimo termine non sembra dare indicazioni particolarmente rassicuranti, con livelli di circa 1 punto percentuale al di sopra dei Fed Funds e di 1,25 punti percentuali al di sopra dei rendimenti dei Treasury Bills. Una nota positiva è il deciso miglioramento rispetto ai "picchi" di dicembre 2007 e marzo 2008. La strada verso la normalizzazione tuttavia è ancora molto lunga.
GBP
Pur con le dovute differenze, anche in Gran Bretagna la situazione sembra simile a quella dell'Europa continentale, con un differenziale vicino ai massimi assoluti e comunque superiore al punto percentuale.
In conclusione, il relativo ottimismo dei mercati azionari e di una parte di quelli obbligazionari (in particolare quello delle obbligazioni corporate e finanziarie), non sembra condiviso dai tesorieri delle banche, ne' dagli investitori del mercato monetario. E' plausibile che questa anomalia si vada a riassorbire nei prossimi mesi; se l'ottimismo continuerà i tassi a breve termine sono destinati a scendere sensibilmente, ma se questo non accadesse potrebbe essere un segnale che i rimbalzi di questi giorni (su azioni ed obbligazioni corporate) sono destinati ad avere breve durata.


