Prospettive ancora molto positive per le biotecnologie
Un’altra industria del più ampio settore dell’Health Care sono le biotecnologie, ovvero applicazioni tecnologiche utilizzate nello sviluppo di nuove terapie mediche o innovativi strumenti diagnostici.
di La redazione di Soldionline 6 giu 2008 ore 17:29Le biotecnologie che in un'ottica di investimento conobbero un vero e proprio boom durante la bolla speculativa del Nasdaq del 2000, da circa cinque anni al contrario del settore farmaceutico in generale, hanno avuto una performance decisamente positiva, frutto di una crescita mediamente elevata sia in termini di fatturato che di utile delle principali società.
Soprattutto un elemento estremamente importante da sottolineare è il tentativo di rottura a livello tecnico del massimo del 2000; tentativo che a breve potrebbe essere nuovamente attaccato.
Come l'intero settore farmaceutico, anche l'industria biotecnologia presenta una correlazione limitata con gli indici generali, anche se mediamente è contraddistinta da una volatilità, soprattutto intraday, abbastanza elevata.
L'obiettivo di unire elevate prospettive di crescita con strumenti in grado di ridurre il rischio del portafoglio, rendono a nostro avviso l'investimento nel biotech decisamente interessante.
Nel presente report evidenziamo i principali catalysts dell'industria a livello macro, cercando di individuare gli strumenti potenzialmente più interessanti per investire sul settore.

Il grafico a 10 anni dell'indice biotech quotato al Nasdaq evidenzia l'interessante livello tecnico raggiunto nel 2007.
Osservando sempre a 10 anni l'indice con il settore in generale, ovvero con gli indici che rappresentano le grandi società farmaceutiche e il medical equipment, si evidenzia maggiormente la sovraperformance del biotech.
Nello stesso grafico la linea gialla rappresenta la performance praticamente nulla dell'S&P500, che evidenzia a nostro avviso l'appetibilità dell'equity come asset class sia in termini assoluti che relativi.
In questa fase di mercato JC&Associati è positiva sull'health care in generale.
Sulle grandi farmaceutiche per la straordinaria compressione al ribasso dei multipli degli ultimi 10 anni; sulle tecnologie medicali per il posizionamento competitivo delle grandi aziende, la stabilità dei flussi di cassa e le prospettive di crescita; infine sul biotech ancora per le prospettive di crescita, per il consolidamento settoriale in atto e per la mancanza di grandi brevetti in scadenza fino al 2012.
Evidenziamo i principali catalyst per il biotech che rendono a nostro avviso ancora molto appetibile l'industria, nonostante una positiva performance a 5 anni.
Innanzitutto la pipeline di prodotti che oltre ad essere mediamente promettente, è interessante in termine di numerosità. Nel 2006 per la prima volta i prodotti biotech di nuova commercializzazione hanno superato quelli farmaceutici.
Secondom ma non meno importantem il processo di consolidamento all'interno del settore che avviene sia attraverso fusioni tra società biotech, sia con acquisizioni da parte delle grandi società farmaceutiche (vedi ad esempio AstraZeneca e Medimmune).
Queste ultime tuttavia hanno in parte cambiato strategia, preferendo acquisire direttamente il singolo farmaco (in sperimentazione o prossimo alla commercializzazione) che interessa per completare la propria pipeline. In questo caso sono disposte a pagare elevate royalties che riducono il rischio prospettico delle società biotecnologiche, pagandone (talvolta con un premio) la ricerca e sviluppo degli ultimi anni.
Soprattutto sono i rapporti di forza ad essere cambiati completamente all'interno del settore, in quanto se negli anni '90 la maggiore parte delle revenues dei prodotti in condivisione erano appannaggio delle grandi pharma, gli accordi degli ultimi anni hanno evidenziato una tendenza contraria.
Infine dobbiamo sottolineare la notevole crescita di fatturato e utili degli ultimi 5 anni che nonostante la positiva performance degli indici biotech, non sono stati a nostro avviso completamente rispecchiati, portando i multipli su livelli inusuali per un'industria che ha sempre trattato a premio sul proprio settore e sugli indici in generale
Le prospettive di crescita inoltre dovrebbero rimanere decisamente promettenti anche per i prossimi anni.
Biotech: strumenti efficienti per investire
Tra gli strumenti che riteniamo "efficienti" per investire sull'industria biotech, non ci risultano ETF quotati sulla Borsa italiana.
Ci sono 2 ETF settoriali che investono sull'health care in Europa, ma ancora nulla per il momento sulle biotech.
Gli unici ETF tematici al momento puntano su acqua, energie alternative e legname, non sulle biotecnologie.
L'indice biotech negli Stati Uniti è rappresentato dal Biotech Holdrs trattato sull'Amex (codice BBH e ISIN US09067D2018) che prezza $166 e tratta in media un controvalore di poco superiore a $25milioni.
Segnaliamo inoltre il fondo chiuso quotato in svizzera e su diversi mercati europei (inclusa l'Italia) BB Biotech.
Il fondo tratta a sconto sul proprio NAV circa del 10% e nel lungo termine ha sensibilmente sovraperformato gli indici settoriali.
Infine tra i fondi comuni segnaliamo Nordea, Pictet e Dexia, tutti compresi tra 4 e 5 stelle Morningstar.


