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Le migliori obbligazioni per il 2017, tra inflazione e valute

E’ il momento di fare il punto e individuare le migliori obbligazioni 2017 e le migliori strategie su cui puntare per costruire un portafoglio in bond adatto alla situazione

di LombardReport .com 20 dic 2016 ore 09:47

A cura di Massimo Gotta

Si sta per concludere un 2016 che sul fronte obbligazionario ha regalato poco e concesso ancora meno. E’ quindi il momento di fare il punto e individuare le migliori obbligazioni 2017 e le migliori strategie su cui puntare per costruire un portafoglio in bond adatto alla situazione contingente dei mercati e in linea con le attese del mercato.

E’ ormai chiaro che il trend dei bond ha invertito, e quindi i primis le migliori obbligazioni 2017 su cui puntare sono quelle con scadenza breve se a tasso fisso, con scadenza media se a tasso variabile e con scadenze diversificate se legate all’inflazione. Inoltre una quota del portafoglio dovrebbe essere anche allocata in valute non Euro per beneficiare dei rendimenti maggiori di alcune aree valutarie oltre che per beneficiare della rivalutazione di tali valute contro Euro.

2017_1Le linee guida dovranno quindi essere, in prima battuta, le manovre delle Banche Centrali con una BCE che ha confermato i tassi ai minimi e ha esteso il QE a tutto il 2017 (anche se con importi ridotti a partire da aprile prossimo), e una FED che si appresta a rialzare i tassi. Pertanto, per capire in ottica strategica e tattica di portafoglio cosa sia più sensato fare, è necessario considerare che di fatto la BCE mantiene una politica espansiva, mentre la FED viaggia sul binario opposto e i mercati arrivano a stimare almeno altri due rialzi nel 2017, oltre a quello di questo fine anno che è ormai dato per acquisito.

La ZC Yield Curve (EUR) ha assunto una ripidità che non si vedeva da tempo e sul tratto a lunga arriviamo a sfiorare 1,40% di rendimento, contro 1,25% circa della precedente osservazione. I mercati pertanto stanno già assestandosi per il “nuovo” QE, che se da un lato prevede un’estensione a tutto il 2017 vedrà importi in acquisto inferiori a partire da aprile prossimo. Anche i forward su Euribor 6 mesi hanno cambiato faccia, con tassi negativi ora attesi solo più per fine 2018 e con un incremento sia nella ripidità della curva sia nei valori attesi che ora si collocano in area 2% per le scadenze di medio-lungo termine.

Ne consegue che il 2017 dovrà vedere un graduale inserimento di tassi variabili in portafoglio e strutture set-up per i tassi fissi. Il tutto ben diversificato sotto il profilo del Credit Risk, che rimarrà tema principale per il mantenimento del rapporto rischio/rendimento dell’intero portafoglio.

Radicale il cambiamento delle attese sull’inflazione – sia europea sia italiana – come evidenziano le curve degli ZC Inflation Swap, che vedono un’inflazione EUR ormai in linea con il target del 2% posto dalla BCE e che vedono l’inflazione italiana in linea, anche se sotto target di circa 20 bps. Rebus sic stantibus, parrebbe giunto il momento di ritornare a considerare i bond inflation linked, anche se la cernita dei papabili deve essere fatta con grande cura, sia in termini di rischio tasso/Credit Risk sia in termini degli indici (MUICP o FOI) che determinano la consistenza e la temporalità delle cedole. In questo ci sarà da guida il modello di stima – corretto per la stagionalità – dell’inflazione EUR e ITA, in modo da seguire l’evoluzione rispetto al Linear Forecast (leggasi nodi principali destagionalizzati della curva ZC Inflation Swap) dell’inflazione attesa mese per mese, in modo da privilegiare le emissioni con fixing della cedola nei mesi più favorevoli dell’anno.

Altro aspetto in ottica strategica è il posizionamento su bond in valuta, accollandosi quindi il rischio cambio, su cui diventa ovviamente prioritario selezionare bond in valute che abbiano impostazione favorevole vs Euro, e in ottica tattica individuare un buon timing per prendere posizione. Sotto questo profilo, le valute meglio impostate di medio – da analizzare poi nel dettaglio da caso a caso per il timing in ottica tattica – sono USD, GBP, NOK, NZD, RUB e ZAR. Inizia a piacerci anche MXN, dopo il parossismo di stretta misura post-elezioni USA con la vittoria di Trump. Graficamente siamo ancora lontani da un segnale tecnico di rottura ma è interessante la divergenza negativa che si sta conformando tra prezzi e MACD, possibile foriera di un’inversione del trend che al momento rimane a favore dell’Euro.

I temi di lavoro per il 2017 quindi non mancano, anzi. Quelli elencati non sono ovviamente gli unici temi su cui si potrà lavorare nel 2017, ma sono i principali su cui ragionare per impostare un asset obbligazionario per l’anno nuovo. Approfondiremo questi aspetti con articoli seguenti, per cui come si dice “stay tuned”!

 

Per altre raccomandazioni di borsa: LombardReport.com

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