Azioni:
Home » Notizie » obbligazioni italia » La BCE spiazza i mercati: alcune considerazioni in merito

La BCE spiazza i mercati: alcune considerazioni in merito

Nel corso dell’ultima riunione mensile la BCE ha lasciato invariati i tassi di riferimento al 4% ma le sue dichiarazioni hanno preso di sorpresa tutti i mercati finanziari, creando i presupposti per l’inizio di una nuova fase di volatilità, soprattutto sui comparti del reddito fisso, delle valute e delle materie prime.

di La redazione di Soldionline 12 giu 2008 ore 10:49

Da ormai diversi ci si muoveva all'interno di una situazione di precario equilibrio; da una parte il rallentamento economico contribuiva a spingere i tassi di interesse verso il basso, dall'altra parte l'inflazione "arrembante" contribuiva a farli lievitare.

Questo relativo equilibrio è stato bruscamente rotto giovedì scorso, quando il Presidente della BCE Trichet ha chiaramente fatto intendere che il prossimo movimento dei tassi di riferimento europei sarà verso l'alto (probabilmente già con la riunione di luglio).

Questa presa di posizione decisamente esplicita ha colto in contropiede gran parte degli operatori e degli analisti finanziari (noi compresi), che si attendevano un nulla di fatto per parecchi mesi e poi, eventualmente, un ritocco al ribasso.

Le reazioni quindi non si sono fatte attendere, in sole tre sedute i tassi a breve termine dell'area Euro sono aumentati di oltre lo 0,50%, mentre i tassi a lungo termine sono rimasti più o meno invariati; l'Euro ha guadagnato contro pressoché tutte le valute mondiali (per poi correggere soprattutto contro Dollaro) e il prezzo del petrolio è aumentato del 5%.

E' quindi evidente che la BCE ritiene a questo punto più rilevante contrastare le tendenze inflattive, rispetto al rischio di far piombare l'Economia europea in recessione. Diamo per scontato che le dichiarazioni di giovedì scorso siano state decise sulla base di attente e approfondite valutazioni sullo stato di salute dell'economia europea e sui rischi dell'inizio di una spirale inflattiva, "osiamo" tuttavia  fare qualche valutazione ulteriore in merito.

Rischio di inflazione

L'aumento dell'inflazione degli ultimi mesi è soprattutto legato alla crescita dei prezzi di alcune materie prime, quest'ultime aumentate non tanto in conseguenza della domanda interna europea, quanto in conseguenza della sempre maggiore richiesta da parte delle economie emergenti (e almeno in parte della speculazione finanziaria).

Alzando i tassi di interesse quindi, la BCE non può realisticamente sperare di contenere l'aumento dei prezzi delle materie prime (non dipende dall'Europa), quanto piuttosto evitare che si inneschi una spirale prezzi-salari che potrebbe alimentare ulteriormente (questa volta dall'interno) l'inflazione. L'azione comunque rischia di avere effetti diretti assai limitati, riguardanti esclusivamente la componente speculativa del rialzo delle materie prime.

Crescita economica in Europa

Normalmente la spirale prezzi-salari funziona in questo modo: l'aumento dei prezzi genera aumento delle richieste salariali, che a loro volta generano un aumento della domanda di beni creando i presupposti per un ulteriore aumento dei prezzi... e così via.

E' indubbio che in molte regioni d'Europa il potere d'acquisto dei salari medi si sia via via eroso, spingendo molte associazioni di categoria a richiedere aumenti sostanziosi dei salari. E' tuttavia altrettanto vero che l'attuale situazione economica dell'Europa (con l'importante eccezione della Germania), non sembra far presagire la possibilità di significative "impennate" della domanda interna.

La crescita economica per il 2008 e per il 2009 era prevista già sotto il 2% prima dell'annuncio di Trichet; adesso le prospettive di crescita potrebbero abbassarsi ulteriormente, con le società che ormai si finanziano a tassi vicini al 7% (rispetto al 4,5% negli USA). Abbastanza improbabile invece, ci sembra l'eventualità che il calo della domanda interna europea possa consentire una correzione dei prezzi delle materie prime, che come già accennato in precedenza sono spinti a rialzo da cause del tutto esterne.

Le altre Banche Centrali

Un altro aspetto decisamente peculiare, è il fatto che la BCE era già prima di giovedì la Banca Centrale più intransigente tra le maggiori economie mondiali. La FED infatti ha operato un massiccio calo dei tassi di interesse (dal 5,25% al 2%), la Banca Centrale giapponese mantiene i tassi di interesse su livelli vicino allo zero, la Bank of England ha recentemente abbassato i tassi di riferimento britannici e la Banca Centrale cinese sta continuando nella politica di frenare la rivalutazione dello Yuan (equivalente a mantenere bassi i tassi di interesse).

E' probabile (e le dichiarazioni di Bernanke di questa settimana lo dimostrano) che la decisa presa di posizione della BCE influenzi almeno in parte gli altri banchieri centrali, tuttavia il divario è destinato a rimanere molto ampio.

In conclusione, le recenti dichiarazioni della BCE pongono l'Europa in prima fila nella lotta contro l'inflazione mondiale. Il rischio è di sopportare più di altre aree economiche le conseguenze di questa "lotta" (cioè prospettive di minore crescita economica), senza goderne a pieno i benefici; nonostante gli sforzi della BCE infatti l'inflazione potrebbe restare elevata per cause indipendenti dalla volontà dei nostri banchieri centrali.

a cura di JC&Associati
Per ulteriori analisi e commenti registrati gratis cliccando qui

JC Investimenti è un servizio di consulenza on-line rivolto a investitori privati e istituzionali realizzato da analisti indipendenti di provata professionalità ed esperienza. I principali obiettivi di JC Investimenti sono:
· fornire analisi e commenti indipendenti sui mercati finanziari, attraverso Report periodici e interpretazioni in tempo reale dei principali avvenimenti economici;
· segnalare corrette strategie di investimento attraverso "Portafogli Consigliati" aggiornati in tempo reale. Per corrette strategie di investimento si intende un insieme di scelte che consentano un'adeguata distribuzione dei rischi e diano la possibilità di ottenere rendimenti superiori alla media del mercato;
· contribuire ad una maggiore consapevolezza degli investitori sulle opportunità, i rischi, gli errori e i casi di disinformazione più frequenti del mondo del risparmio;
· aggiornare gli abbonati sui principali temi normativi, legali e fiscali legati al mondo del risparmio.
Il servizio JC Investimenti non promette rendimenti favolosi ma mette in condizione gli iscritti di effettuare le scelte di investimento con maggiore cognizione di causa, evitando situazioni che potrebbero mettere a rischio la consistenza del proprio patrimonio.

TAG: Commenti

da

Soldi e Lavoro

Aspettativa con riserva del posto di lavoro dopo sei mesi di malattia

Aspettativa con riserva del posto di lavoro dopo sei mesi di malattia

Dipende da quanto prevede in materia il contratto collettivo, anche per quanto riguarda il periodo di aspettativa non retribuita a causa della malattia Continua »

da

ABC Risparmio

IMU, scadenze e pagamenti

IMU, scadenze e pagamenti

Con il decreto legge n. 201/2011 è stata anticipata al 2012 l’introduzione dell’imposta municipale unica, considerata sperimentale fino al 2014. Ecco su cosa, quanto e come si paga l'Imu Continua »