NAVIGA IL SITO
Home » Ultime » Obbligazioni Italia » Il rischio inflazione e M3: un’altra indicazione che sembra smorzare le diffuse preoccupazioni

Il rischio inflazione e M3: un’altra indicazione che sembra smorzare le diffuse preoccupazioni

Qualche settimana fa, segnalavamo che secondo la “Taylor Rule”, che ha indicato con notevole precisione il comportamento delle Banche Centrali

di Redazione Soldionline 3 set 2009 ore 15:15
Articolo a cura di JCAssociati.it

Qualche settimana fa (nostra analisi del 5 agosto), segnalavamo che secondo la “Taylor Rule”, che ha indicato con notevole precisione il comportamento delle Banche Centrali negli ultimi 15 anni, la politica monetaria europea non sarebbe per nulla accomodante, dato che l’attuale basso utilizzo delle risorse produttive e la crescita negativa dei prezzi imporrebbe addirittura tassi negativi (cosa ovviamente impossibile).

Ovviamente, un cambiamento delle condizioni (p.es. un forte aumento dell’inflazione), potrebbe cambiare bruscamente l’atteggiamento della BCE, con conseguenze estremamente significative per gli investitori obbligazionari.

Proprio sui rischi di un forte aumento dell’inflazione, sembrano concentrarsi le preoccupazioni della maggioranza di economisti ed analisti, molti dei quali sostengono che la politica monetaria della BCE e delle altre Banche Centrali sarebbe eccessivamente espansionistica. Con i tassi vicini allo zero e gli altri interventi a sostegno dei mercati e del sistema finanziario, le Banche Centrali starebbero infatti “inondando” il sistema di liquidità, facendo aumentare il rischio di una “bolla” inflazionistica senza precedenti in tempi recenti.

Riguardo al livello dei tassi di riferimento, come già verificato con la “Taylor Rule” (si veda appunto l’analisi del 5 agosto), non sembrano esserci gli estremi per affermare che la Politica Economica della BCE sia così “fuori fase”, sembra anzi che ci sia ancora un discreto margine prima che i tassi debbano tornare a salire.

Cerchiamo quindi di verificare il secondo fattore alla base delle previsioni di forte inflazione: cioè che le Banche Centrali (BCE inclusa) starebbero “inondando” il sistema di liquidità in eccesso, che in breve tempo troverebbe “sfogo” solo attraverso un forte aumento dei prezzi.

Per fare questa verifica esiste una misura, che in Europa ha sempre avuto una fondamentale importanza per determinare le aspettative di inflazione futura, e quindi anche per determinare i comportamenti della BCE: si chiama M3 ed è in sostanza l’insieme delle banconote in circolazione + i depositi a vista + i depositi a tempo + altri investimenti prontamente liquidabili.

Più esattamente:

    * M0 (o base monetaria), che comprende la moneta legale, ossia le banconote e le monete metalliche che per legge devono essere accettate in pagamento, e le attività finanziarie convertibili in moneta legale rapidamente e senza costi, costituite da passività della banca centrale verso le banche (e, in certi paesi, anche verso altri soggetti);
    * M1 (o liquidità primaria), che comprende M0 più tutte le altre attività finanziarie che come la moneta possono fungere da mezzo di pagamento (essenzialmente i depositi in conto corrente, se trasferibili a vista mediante assegno, e i traveler's cheque);
    * M2 (o liquidità secondaria), che comprende M1 più tutte le altre attività finanziarie che, come la moneta, hanno elevata liquidità e valore certo in qualsiasi momento futuro (essenzialmente i depositi bancari e d'altro tipo, ad esempio quelli postali, non trasferibili a vista mediante assegno);
    * M3, che comprende M2 più tutte le altre attività finanziarie che come la moneta possono fungere da riserva di valore (ad esempio i titoli a reddito fisso con scadenza a breve termine, come i BOT italiani, i Pronti contro Termine, ecc.).
Fonte wikipedia
 
In pratica M3 dà una misura di quanta liquidità disponibile sia presente nel sistema economico; quindi se è vero che negli ultimi mesi c’è stata un’”inondazione”, se ne dovrebbe trovare traccia nei dati che mensilmente vengono pubblicati dalle autorità europee.

Come mostra il grafico seguente invece, non solo M3 (e quindi la liquidità del sistema) non sta “esplodendo”, ma sta crescendo ai ritmi più bassi degli ultimi 10 anni. Sempre dal grafico inoltre, sembra confermata la relazione tra crescita di M3 e tasso di inflazione (almeno per movimenti molto significativi).

crescita_annua_m3

La spiegazione di questo rallentamento di M3 nonostante le politiche oggettivamente molto “generose” della BCE, potrebbe risiedere nel fatto che le Banche Centrali hanno semplicemente sostituto altri operatori (cioè le banche commerciali), che lo scorso autunno avevano bruscamente interrotto l’erogazione di liquidità.

Sostituendo quindi altre fonti di liquidità venute meno, le Banche Centrali non stanno “inondando” il sistema economico, ma semplicemente contribuendo in maniera essenziale alla continuazione della sua funzionalità.

Quando il sistema bancario riprenderà a funzionare in maniera normale, le Banche Centrali potranno gradualmente ridurre il proprio ruolo (e quindi il loro bilancio) mantenendo il sistema economico in sostanziale equilibrio. Se questa graduale riduzione (che in alcuni casi sta già avvenendo), sarà effettuata con un tempismo adeguato, non sembrano esserci i presupposti per un’impennata dell’inflazione.

L’impressione è che il gran parlare di rischi di “iper-inflazione” sia parecchio legato a logiche giornalistiche un po’ sensazionalistiche e molto meno a concreti elementi economici.

Per gli investitori obbligazionari che sono d’accordo con questa conclusione, è forse il caso di alleggerire l’investimento in obbligazioni di tipo inflation linked e aumentare invece i titoli a tasso fisso a lunga scadenza.

imported-image-49662_2

Per ulteriori analisi e commenti registrati gratis cliccando qui

JC Investimenti è un servizio di consulenza on-line rivolto a investitori privati e istituzionali realizzato da analisti indipendenti di provata professionalità ed esperienza. I principali obiettivi di JC Investimenti sono:
· fornire analisi e commenti indipendenti sui mercati finanziari, attraverso Report periodici e interpretazioni in tempo reale dei principali avvenimenti economici;
· segnalare corrette strategie di investimento attraverso "Portafogli Consigliati" aggiornati in tempo reale. Per corrette strategie di investimento si intende un insieme di scelte che consentano un'adeguata distribuzione dei rischi e diano la possibilità di ottenere rendimenti superiori alla media del mercato;
· contribuire ad una maggiore consapevolezza degli investitori sulle opportunità, i rischi, gli errori e i casi di disinformazione più frequenti del mondo del risparmio;
· aggiornare gli abbonati sui principali temi normativi, legali e fiscali legati al mondo del risparmio.
Il servizio JC Investimenti non promette rendimenti favolosi ma mette in condizione gli iscritti di effettuare le scelte di investimento con maggiore cognizione di causa, evitando situazioni che potrebbero mettere a rischio la consistenza del proprio patrimonio.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

SoldieLavoro

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Un reddito uguale per tutti, ricchi e poveri, non soggetto a condizioni o prove. E nemmeno a promesse di impegno lavorativo. E' questo, il reddito di cittadinanza Continua »

da

ABCRisparmio

Carta Postepay: cos'è e come funziona

Carta Postepay: cos'è e come funziona

La prepagata di Poste Italiane permette di fare tante cose, anche su internet. E in ottima sicurezza. Cos'è e come funziona la carta Postepay. Continua »