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Il Btp decennale rende il 4,01%

La curva dei rendimenti ha subito un nuovo appiattimento, dovuto anche all’incremento dei saggi offerti dalle scadenze più brevi

di Edoardo Fagnani 27 nov 2009 ore 16:45
I rendimenti dei titoli di stato con scadenze lunghe non hanno seguito la tendenza dei “cugini” Bot e Ctz. L’asta odierna, che ha coinvolto solamente i Btp con scadenza decennale, ha evidenziato una contrazione, seppure minima, del rendimento offerto.
Di conseguenza, la curva dei rendimenti ha subito un nuovo appiattimento, dovuto anche all’incremento dei saggi offerti dalle scadenze più brevi, in seguito al risultato delle aste dei Bot e dei Ctz di mercoledì 25 novembre.

Come anticipato l’asta odierna ha coinvolto solo il Btp con scadenza decennale. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in considerazione delle limitate esigenze di finanziamento entro la fine dell'anno in corso, aveva deciso di annullare i collocamenti del Btp a 3 anni e del Cct in calendario nell’asta odierna. Per lo stesso motivo il Tesoro ha deciso di non dar luogo all’offerta dei Btp indicizzati all’inflazione. L’asta di questi titoli avrebbe dovuto tenersi ieri.
Nel dettaglio, la Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi della quinta tranche del Btp con scadenza a marzo del 2020 e cedola del 4,25% il rendimento lordo è stato fissato al 4,01%, pari a un prezzo di aggiudicazione di 102,36. Si tratta del livello minimo degli ultimi tre anni. Nel novembre del 2006 il rendimento lordo del Btp con scadenza decennale era stato fissato al 4%. Nell’asta del 29 ottobre il saggio lordo per questi titoli era risultato pari al 4,06%.
Il 13 novembre, invece, era stata effettuata l’asta della diciottesima tranche dei Btp 1° agosto 2021 e cedola del 3,75% (codice ISIN: IT0004009673). Il rendimento lordo per questi titoli era stato fissato al 4,03%, pari a un prezzo di aggiudicazione di 97,72.

L’interesse degli investitori per i titoli di stato italiano con scadenze lunghe resta elevato. La domanda per i Btp, infatti, si è confermata sui livelli delle ultime aste.
La quinta tranche del Btp con scadenza a marzo del 2020 ha avuto richieste per oltre 4,1 miliardi di euro, in rapporto a un’offerta fissata a 2,625 miliardi. L’ammontare offerto si è collocato a metà strada della forchetta indicata dal ministero dell’Economia e delle Finanze (2,25-3 miliardi di euro). Il tasso di copertura (rapporto tra titoli richiesti e titoli offerti) è stato pari a 1,57. Nell’asta di fine ottobre erano stati collocati titoli decennali per un ammontare di 2,62 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di titoli di circa 4,1 miliardi. Il tasso di copertura, quindi, era stato di 1,58.
Indicazioni simili per il Btp 1° agosto 2021 nell’asta del 13 novembre. In quell’occasione erano stati collocati titoli per un ammontare di 2 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di titoli di oltre 3,19 miliardi. L’ammontare offerto era stato pari al massimo della forchetta indicata dal ministero dell’Economia e delle Finanze (1,5-2 miliardi di euro). Il tasso di copertura era stato pari a 1,59.
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Commenti dal 1 al 1
(1)

manlio narbone martedì, 1 dicembre 2009

Arrivati ad un bivio, imboccatelo

Qual è la logica per la quale crescono le quotazioni sia dei btp indicizzati che quelle dei btp non indicizzati? Dovrebbero avere quotazioni, e rendimenti, divergenti, invece....

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