Il Bot trimestrale sotto l’1%!
Sempre sostenuta la richiesta dei Bot, che fino a oggi, nonostante la crisi del credito, non hanno mai avuto problemi di copertura. Nell’asta odierna sono stato collocati tutti i 10,5 miliardi di euro di Bot offerti, mentre la richiesta di titoli è stata più che doppia.
di Edoardo Fagnani 12 mag 2009 ore 15:40Il rendimento offerto dalle due tipologie di titoli nella precedente asta di inizio aprile era stato fissato rispettivamente all’1,053% e all’1,316%. Nell’asta dei Bot semestrali di fine aprile, il rendimento dei titoli si era attestato all’1,07%.
La Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi dei Bot con scadenza 14 agosto 2009 il rendimento è stato pari allo 0,882%, equivalente a un prezzo di aggiudicazione di 99,778. Si tratta del livello minimo assoluto per questi titoli da quando le aste hanno una frequenza determinata.
Il rendimento dei Bot con scadenza 14 maggio 2010, invece, è stato fissato all’1,137%, con un prezzo di aggiudicazione di 98,863. Anche per questa tipologia di titoli si tratta del livello minimo assoluto. Il risultato dell’asta odierna è coerente con le recenti decisioni di politica monetaria adottate dalla Banca Centrale Europea. Nell’ultima riunione di giovedì 7 maggio la BCE aveva sforbiciato i tassi di interesse, portando il saggio di riferimento dall’1,25% all’1%, il livello minimo da quanto l’istituto centrale è operativo.
Ma l’indicazione più importante è arrivata dal numero uno dell’istituto, Jean Claude Trichet. Nel corso della consueta conferenza stampa a seguito della riunione, il banchiere aveva spiazzato gli analisti, che avevano pronosticato quota 1% come livello minimo per il tasso di interesse nell’area euro. Al contrario, Trichet ha dichiarato pubblicamente che il board della BCE non ha ancora deciso se il nuovo saggio di riferimento sarà quello minimo. Questa dichiarazione, quindi, lascia aperti nuovi scenari e non esclude a priori nuove sforbiciate. Ecco perché i rendimenti dei titoli di stato breve, che scontano maggiormente le indicazioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea, hanno continuato a ridursi.
Sempre sostenuta la richiesta dei Bot, che fino a oggi, nonostante la crisi del credito, non hanno mai avuto problemi di copertura. Evidentemente gli investitori continuano ad apprezzare la sicurezza garantita da questi titoli, anche se il prezzo da pagare (sottoforma di minori rendimenti) resta alto. Nell’asta odierna sono stato collocati tutti i 10,5 miliardi di euro di Bot offerti, mentre la richiesta di titoli è stata più che doppia (21,8 miliardi). Nella precedente asta dell’8 aprile la richiesta dei Bot trimestrali e annuali era stata pari a circa 20 miliardi di euro, in rapporto a un’offerta di 13,5 miliardi.
Più nel dettaglio, la Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta dei Bot trimestrali sono stati collocati tutti i 4 miliardi di euro di titoli offerti dal ministero dell’Economia e delle Finanze. La richiesta dei titoli è stata più che doppia, pari a oltre 10,1 miliardi. Nella precedente asta dei Bot trimestrali ad aprile le richieste erano state pari a 9,5 miliardi di euro, su un ammontare offerto di 5,5 miliardi.
Quasi doppia anche la richiesta per i Bot annuali. I 6,5 miliardi di euro offerti dal ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati assegnati per intero. La richiesta per questi titoli è stata pari a oltre 11,7 miliardi. Nella precedente asta dei Bot annuali dell’8 aprile le richieste erano state pari a poco più di 10,5 miliardi di euro, su un ammontare offerto di 8 miliardi.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze continua a sorridere e sui titoli con scadenza a breve, riesce a limitare gli esborsi per finanziare il debito pubblico.
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